22/02/20
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Roma, Assemblea Statutaria, l'intervento conclusivo di Matteo Renzi

Le conclusioni dell'Assemblea Statutaria affidate all'intervento di Matteo Renzi.

Oggi, a Roma, presso lo Spazio Eventi, a poca distanza da Piazza di Spagna, in mattinata si è tenuto il primo appuntamento del nostro partito con taglio organizzativo. Insediatasi l'Assemblea Nazionale, alla presenza dei coordinatori provinciali di fresca nomina, Matteo Renzi, ha chiuso l'assise con il suo intervento.

La prima parte dell'intervento di Matteo Renzi è stata dedicata alla politica estera, con una articolata riflessione relativa al ruolo dell'Italia ed agli equilibri interni all'Unione Europea, rispetto al tema dell'accoglienza dei migranti. Renzi ha sottolineato la necessità di affrontare il tema con un approccio improntato all'accoglienza, che, tuttavia, tenga conto anche dei fondi a disposizione dei relativi paesi e dell'atteggiamento di alcuni paesi che è improntato al sovranismo e che, nonostante non accettino il principio di solidarietà, continuano a ricevere fondi dall'Unione. "Cara Ungheria, ti do i fondi solo se accetti il principio di solidarietà": ha spiegato Renzi, sintetizzando quale dovrebbe essere la linea dell'Unione nei confronti del sovranismo. "Loro sono sovranisti, perché credono nel nazionalismo, noi siamo patrioti, perché crediamo nella bellezza del nostro paese e desideriamo arricchire la vita culturale del nostro paese", ha sottolineato Renzi.

Una successiva parte dell'intervento di Renzi è stata dedicata all'attualità della politica interna: "noi non vogliamo far cadere il Governo; vogliamo farlo alzare. Non possiamo dimetterci dalle nostre idee". "Stiamo difendendo la dignità di un posizionamento politico, anche se è in corso una mostrificazione del nostro partito", ha spiegato Renzi. "Abbiamo dei valori più forti e più grandi, rispetto a qualunque messaggio negativo che venga diffuso su di noi", ha sottolineato Renzi.

Passando alla questione delle nomine negli enti, Renzi ha ribadito che "noi non abbiamo bisogno di fissare bandierine nei cda e nei board. Ci interessa andare avanti su alcuni determinati temi, come, ad esempio, il Family Act, perché abbiamo una visione e crediamo nella possibilità di una risposta politica al contesto della crisi democrafica". "Pensiamo anche al lavoro di Teresa Bellanova sul caporalato e sulle emergenze agricole o a quello di Ivan Scalfarotto sul Ceta e sui dazi", ha proseguito Renzi.

"Ci sono, inoltre, quattro punti che Italia Viva intende portare avanti, guardando al futuro dell'Italia", ha spiegato Renzi, "punti sui quali scommetto su di voi, che quotidianamente lavorate sui territori".

"Il primo punto è quello del Sindaco d'Italia", ha spiegato Renzi, "una intuizione che va avanti fin da Mariotto Segni, e che è passata attraverso la storia del Pds. Questa idea nasce da due convinzioni. La prima è che è l'unica modalità elettorale che funziona. La seconda è che consente al cittadino di decidere".

"Se guardassimo alla mera convenienza di partito, per noi sarebbe meglio mantenere la proporzionale. Ma noi desideriamo incidere; in questo mondo possiamo anche restare ultimi, ma resteremo ultimo mantenendo alta la bandiera del cittadino che possa decidere", ha proseguito Renzi.

Venendo al secondo dei punti fondamentali per il nostro partito, Renzi ha affrontato il tema dello sblocco dei cantieri delle opere pubbliche, sottolineando il lavoro straordinario compiuto da Raffaella Paita per il piano Italia Shock: "un lavoro che, nelle prossime settimane, avrà un'importanza pazzesca, perché il contesto internazionale, complicato, lascia pensare a una possibile crisi economica. In una visione keynesiana, i cantieri sono ciò che ci serve", ha spiegato Renzi. 

Per quanto riguarda il terzo punto, Renzi ha ribadito la posizione di Italia Viva rispetto al reddito di cittadinanza, elogiando il lavoro compiuto da Annamaria Parente. "Il reddito di cittadinanza non funziona - ha spiegato Renzi - e ha comportato un aumento del nero e un elemento di dissuasione dal cercare lavoro. Se non funziona, non bisogna accettare la narrazione di chi ci accusa di voler distogliere fondi dalla lotta alla povertà". "La lotta contro la povertà non si fa con una filosofia neo-assistenzialista, che incrementa l'idea di voto di scambio in politica. Si fa creando lavoro, incentivando la cultura e l'educazione, non con le cialtronate", ha proseguito Renzi.

Affrontando il tema della giustizia e della prescrizione, il quarto punto, Renzi ha annunciato la nostra campagna sulla Giustizia Giusta e ha ribadito la contrarietà alla cultura giustizialista, "cultura che porta l'opinione pubblica a schierarsi con i pm, senza aver letto le carte", citando il celebre caso di Enzo Tortora, vittima della malagiustizia. "Il giustizialismo non nasce con questo governo, ma ha portato i magistrati responsabili di quel caso a fare carriera. Ciò che non funziona è la mancata percezione di questo problema", ha proseguito Renzi. 

"La nostra posizione è quella di un riformismo che non si dimette dai suoi valori, dinanzi al populismo democratico, al populismo dei mediocri, a quello economico e a quello della paura. Esiste solo 'un'alternativa a questi populismo: Italia Viva. Siate le sentinelle del riformismo, i custodi della politica: buon lavoro a tutte e tutti!", ha concluso Renzi, ringraziando quanto hanno partecipato ai lavori dell'Assemblea Statutaria.

Chi lo desidera, può rivedere l'intervento di Matteo Renzi in Assemblea Statutaria a questo indirizzo.