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Enews 932 venerdì 12 gennaio 2024

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La nuova Enews di Matteo Renzi                    

 

 

                         

   

 

Buongiorno a tutti. E buon fine settimana.
 
Innanzitutto grazie a tutte e tutti per gli auguri di compleanno.
Ormai non sono più il ragazzino delle prime enews: ho superato quota 49 e sono entrato nel mio cinquantesimo anno di vita. Il mio cuore è colmo di gratitudine per tutte le cose straordinarie che la vita mi ha riservato fino ad ora. E anche se il fisico non è più quello di prima, i capelli bianchi aumentano, la fatica si sente di più devo riconoscere che l’entusiasmo invece è quello di sempre. Mi butto nelle sfide come un ragazzino anche se inizio ad avere l’età dei nonni, come ho detto scherzando l’altra sera su Rai3.
 
Questa settimana:
 
1.     Al Senato abbiamo posto il tema della pistola fumante di Capodanno. Ricordate la storia? Alcuni deputati di Fratelli d’Italia organizzano un veglione dove compaiono delle pistole e a un certo punto una di queste viene azionata. Per miracolo non muore nessuno, solo un ferito alla gamba, e tutti i bambini presenti alla festa sono in salvo. Ma questo non cambia nulla sul giudizio che noi diamo della serata: una manica di folli irresponsabili pericolosi per sé e per gli altri. In questa vicenda io credo che il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, sia il responsabile politico per aver portato gli agenti della penitenziaria a questa cena e per aver raccontato cose contraddittorie (spero non false) nella ricostruzione dell’evento. Ci sono troppi misteri in questa storia. Io ho interrogato il Ministro Nordio in Aula. Sapete quanto io lo stimi e lo apprezzi. E tuttavia la sua risposta mi è sembrata molto debole. Qualcuno sta mentendo agli italiani e forse qualcuno sta mentendo anche al ministro. Qui trovate il video della mia domanda a Nordio, della sua risposta e la mia conclusione: sui pistoleri del capodanno la classe dirigente della Meloni ha toccato il fondo. Ma – conoscendoli – nelle prossime settimane gli amici di Giorgia potrebbero anche fare peggio. Staremo a vedere. Intanto il mio appello: non si scherza con le armi. E i parlamentari devono tirare fuori idee, non pistole.
 
2.     Anoressia. Il dibattito politico italiano è surreale. Si parla di tutto tranne che delle cose serie. Penso che dobbiamo guardarci negli occhi, come genitori e come cittadini. Nel 2019 le persone che soffrivano di anoressia e bulimia erano 680mila. Nel 2023 il numero è spaventosamente cresciuto: più di un milione e seicentomila persone combattono con problemi legati all’alimentazione. Il numero di ricoveri è cresciuto del 48% nel solo anno della pandemia. Siamo davanti a un’emergenza di cui non parla nessuno. E quando se ne parla è perché il Governo Meloni ha tagliato 25 milioni di euro dal Fondo destinato ai disturbi alimentari. Complimenti: danno milioni a Lollobrigida per aumentare le spese per lo staff del Ministro delle politiche agroalimentari e tagliano sul fondo destinato alle nostre figlie (e ai nostri figli) alle prese con anoressia e bullismo. Noi abbiamo lanciato una petizione che vi chiediamo di far girare tra le famiglie, tra le persone anche lontane dalla politica ma che conoscono i problemi soprattutto dei giovanissimi (molti dei pazienti hanno meno di 14 anni). Ci sono solo 128 centri dedicati alla lotta contro i disturbi alimentari: devono raddoppiare se vogliamo una risposta credibile su questi temi. Chiedo al popolo delle enews di darci una mano su questo. E a tutta Italia Viva, appena sarà possibile, di organizzare banchetti e tavolini nelle piazze per sensibilizzare sull’argomento.
 
Ne parleremo ovviamente alla Leopolda, dall’8 al 10 marzo. "Riaccendere le stelle" sarà il titolo dell’evento di quest’anno. Non vedo l’ora di riabbracciarvi in quella che molti di noi chiamano casa. Qui per iscrivervi, qui per dare un piccolo contributo all’organizzazione.
 
3.     Che stiamo tornando a crescere non è più una sensazione. Ci sono i numeri, come quelli che vi ricordavo del 2x1000 o delle iscrizioni al partito, mai così alte come in questo periodo. O ancora il libro. Sapete che appena ho pubblicato la notizia di Palla Al Centro, la politica al tempo delle influencer (qui il link) siamo stati SOLO CON I PRIMI PREORDER per due giorni primi su Amazon nella categoria libri politici! E ancora – pensate un po’ – il libro non è uscito. Significa che c’è attenzione, interesse, curiosità. Tanta gente si sta prenotando per fare iniziative sul territorio oltre che per ordinare il libro. Ci siamo, eccome se ci siamo.
Ma c’è anche e soprattutto un altro elemento. Hanno ripreso ad attaccarci.  A chi mi riferisco? Ai soliti quotidiani che ci aggredivano in passato e che si erano “tranquillizzati” dopo qualche sentenza di condanna hanno ripreso ad attaccarmi. Mi attaccano al solito modo: pubblicando materiale che non potrebbe essere pubblicato ma che paradossalmente non fa che confermare il mio totale e assoluto rispetto delle leggi. È il solito schema di sempre: io rispetto la legge, chi mi attacca no. Ma ci sono anche alcuni media. Ieri Mediaset mi ha regalato trenta minuti di aggressione in prima serata con uno show predisposto fin dal primo pomeriggio con cartelli preparati da casa. Più cresciamo nei sondaggi, più continueranno queste sistematiche polemiche. Siamo l’unica opposizione a questo Governo. Siamo l’unica alternativa a questa opposizione. Ecco perché ci attaccano. 
Noi, ragazzi, sorridiamo. Perché è il segno che ci siamo. E che hanno paura di noi.
Noi vogliamo parlare di anoressia, di bulimia, di IVA, di elezioni europee, di politica internazionale, di innovazione tecnologica e intelligenza artificiale. Su questi argomenti nessuno è in grado di dibattere con noi. E allora la buttano sulla dichiarazione dei redditi o sull’aereo di stato o sul referendum del 2016. Temi di stretta attualità, si capisce.
Significa che non hanno argomenti.
Noi mettiamoci al lavoro sulla campagna elettorale e sulle liste. Ci sono 76 candidati per le europee. Se ciascuno di questi candidati porta qualche migliaio di voti facciamo la differenza per le Europee e inizio a credere anche per le politiche che potrebbero essere molto più vicine di quello che si pensi. Servono rappresentanti di lista. Servono volontari: [email protected]
Come ho detto stamattina a Bobo Giachetti su Radio Leopolda (due anni di vita, oggi, auguri!): ci divertiremo.
Sorriso e gambe in spalla, amici. Lasciamo l’isteria a chi vive di isteria e noi puntiamo a riaccendere le stelle. Non solo alla Leopolda.
 
Un sorriso,
Matteo
 
PS: per ritrovare le mie interviste (come quella ad Avvenire o le interviste di David Parenzo e Nunzia De Girolamo) potete iscrivervi qui al canale whatsapp dove pubblichiamo tutto o quasi. E attivando le notifiche - il campanellino in alto a destra – restiamo in contatto più facilmente. Vediamo quanto ci mettiamo a superare quota ventimila.