Matteo Renzi Enews

Enews 773, lunedì 28 febbraio 2022

L'Enews della settimana.                        

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Sono molto preoccupato, come tutti del resto, della crescente tensione non solo militare tra Russia e Ucraina. Sono momenti difficili, decisivi. Chiara e netta deve essere la condanna: qui c’è un aggressore, la Russia, che ha invaso uno stato sovrano. 

Certi rigurgiti anni '70 - come quelli, assurdi, dell'Anpi - vanno stigmatizzati con fermezza, subito, come abbiamo fatto anche sabato. Allo stesso tempo, va costruita e colta ogni occasione per arrivare alla tregua e alla pace. Va evitata l’escalation, anche quella verbale. E vanno favoriti tutti i luoghi di dialogo, nessuno escluso. Le sanzioni sono giuste doverose e necessarie, ma non sono sufficienti: serve anche la politica. Io continuo a pensare che UE e NATO debbano muoversi con un solo nome al tavolo. E continuo a pensare che il nome debba essere quello di Angela Merkel. Mi sembra assurdo che l’Europa e la comunità occidentale lascino in panchina colei che potrebbe risolvere la partita.
Qui la mia intervista a "la Stampa".

L’Ucraina è stata l’apertura di molti interventi in Assemblea Nazionale di Italia Viva. Per chi avesse tempo, qui c’è il mio intervento introduttivo, trasmesso in diretta da Radio Leopolda. Abbiamo parlato anche di molto altro, dall’energia alle riforme, con l’elenco delle prossime iniziative di IV. A proposito: chi si vuole tesserare diventando membro della nostra famiglia, può cliccare qui. Chi vuol invece darci solo una mano economica può contribuire anche con piccoli versamenti da 5-10€, cliccando qui. Da Ventotene alla Leopolda ci aspetta un 2022 carico di splendide speranze.

Proprio sull’energia, intanto, Mario Draghi ha lanciato la sfida per un grande investimento nel settore, dalla sburocratizzazione al rilancio del gas. Molto bene. Nei fatti uno Sblocca Italia 2, verrebbe da dire, otto anni dopo: e pensare che quelli che allora protestavano, oggi applaudono Draghi in parlamento. Meglio così, dai. Noi siamo per attuare il cosiddetto "Modello Genova" - con semplificazione autorizzatoria - ai rigassificatori e ai termovalorizzatori, come ha spiegato Lella Paita. Chi ci sta?

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Abbiamo discusso poco di giustizia, in Assemblea, fortunatamente. Dopo lo scandalo del processo politico alla politica, il rischio, infatti, è sempre quello di parlare solo di giustizia, convinti come siamo della necessità di affermare in tutte le sedi che la legge è uguale per tutti, anche per certi PM. La giustizia giusta è la nostra stella polare e ne parliamo anche oggi pomeriggio a Milano, in occasione della presentazione del nuovo libro di Luca Palamara.




Pensierino della sera. Ci ha lasciato un amico fraterno, una colonna non solo di Firenze, Fabio Picchi. Spiegare chi fosse Fabio per me e per noi è impossibile: anche perché il Picchi era il Picchi. Punto. E il Picchi rimarrà come ricordo e rimpianto tutte le volte che abbracceremo un amico o gusteremo un piatto speciale o ci infervoreremo parlando di politica o lasceremo al nostro cuore il lusso e la gioia di commuoverci. Fabio aveva fame, anche e soprattutto di vita. Perderlo così suona come una ingiustizia. Proveremo ad essere all’altezza della qualità del suo entusiasmo, della sua passione, della sua visione.


Un sorriso comunque, bello come un sorriso del Picchi.
Quando sorrideva gli si illuminavano gli occhi,