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Enews 1071 lunedì 10 novembre 2025

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Buongiorno a tutti e buona settimana.
Ricordo a chi sta in zona l’appuntamento per il convegno “Un euro in cultura, un euro in sicurezza” che si terrà a Roma in Campidoglio il prossimo giovedì 13 novembre, esattamente dieci anni dopo il Bataclan. Qui per iscriversi.

Sulla legge di bilancio 2026 ci vedremo il prossimo martedì 25 novembre a Roma. Una considerazione volante sul tema, anche alla luce delle cose che ho detto da Lilli Gruber (qui video integrale): attenzione a non cadere nella trappola mediatica perfetta di Giorgia Meloni. La nostra Presidente ha aumentato la pressione fiscale eppure da una settimana viene accusata di “aver tagliato le tasse ai ricchi”. È una follia. Intanto perché non l’ha fatto. Ma soprattutto perché quella fascia che viene considerata ricca (chi ha più di duemila euro di stipendio) è stata comunque punita con un intervento sulle detrazioni per cui anche l’eventuale vantaggio Irpef è stato strutturalmente annullato dalla cancellazione delle detrazioni nel 2025. La verità è che il dibattito di queste ore è lunare perché è ovvio che se incidi sulle aliquote Irpef ne beneficia anche chi prende più di cinquantamila euro. Come del resto è accaduto con il Governo Draghi (fu invece volutamente diverso, per mia scelta, il caso degli 80€).

La sinistra dovrebbe incalzare la Meloni sul fatto che nella vita quotidiana aumentano le bollette, i mutui, il gasolio, gli alimentari. Ci sono cinque milioni di italiani che chiedono interventi per loro, non contro gli altri. E invece chi sogna Landini guida della sinistra parla di patrimoniale. Intendiamoci: il tema delle diseguaglianze è molto importante ma va affrontato in modo politico e non ideologico. Ma l’obiettivo deve essere quello di tassare meno il ceto medio, non di tassare di più a casaccio. C’è una sinistra che da anni dice: anche i ricchi piangano. E non capisce che l’obiettivo della sinistra dovrebbe essere far ridere i poveri, non far piangere gli altri. Lo diceva il compianto Olof Palme: “Noi non siamo contro la ricchezza ma siamo contro la povertà. La ricchezza, per noi, non è una colpa da espiare, ma un legittimo obiettivo da perseguire. Ma la ricchezza non può non essere anche una responsabilità da esercitare”.

Ed è ovvio che chi ha di più deve dare di più. Ma se alzi le tasse per alzare lo stipendio di Brunetta è profondamente ingiusto. Se alzi le tasse per finanziare di più il CSM, il Garante della Privacy, le sagre e le marchette di Lollobrigida sul territorio è ingiusto. Se alzi le tasse per alimentare gli sprechi del Governo allora preferisco un sistema di sussidiarietà in cui si incentivano i privati, specie quelli benestanti, a finanziare Terzo settore, realtà del volontariato, mondo educativo di base. In una parola: noi siamo per la sussidiarietà e contro gli sprechi.
Se la sinistra anziché fare una battaglia contro la Meloni che ha portato la pressione fiscale al 42.8% le consente di fare l’eroina anti tasse perché dice no alla patrimoniale è un autogol gigantesco come ho cercato di spiegare in questo post.
Leggo volentieri le vostre considerazioni: [email protected]

Nel frattempo, una piccola cosa. Diamo l’esempio. Inutile riaprire la pagina del referendum costituzionale 2016. Ma visto che tutti a parole concordano sull’inutilità del CNEL (per non parlare dello stipendio di Brunetta), io oggi presento questa modifica costituzionale e la deposito in Aula. Se la Meloni vuole può farla firmare e con la rapidità con cui ha approvato la riforma costituzionale sulla giustizia può fare una cosa molto più semplice e che taglia i primi sprechi. Qui per chi vuole per sostenere la proposta.

La Meloni oggi fa la moralizzatrice contro l’aumento dello stipendio di Brunetta ma perché nessuno ricorda che quello stipendio lo ha previsto lei? Con noi il Presidente del CNEL non aveva stipendio e lei lo ha messo. Non solo ma con noi un pensionato come Brunetta non poteva ricevere dalla PA un doppio stipendio, con la Legge Madia. E invece niente: la Meloni fece una deroga legislativa ad personam per Brunetta.
Oggi i giornali dicono: Meloni irritata con Brunetta. L’ho detto a Milano a LINKIESTA (qui reel, qui video completo) e lo ripeto qui: Giorgia Meloni non può irritarsi con Brunetta, deve irritarsi con se stessa.

Pensierino della sera.

Ho finito la Maratona di Atene. Qui avevo raccontato perché volevo fare la corsa, qui ho raccontato cosa ho provato nel finirla. Grazie ai tanti che mi hanno scritto. Mi colpisce che sui social è partita anche un’onda di insulti: quello dice che non ho finito la Maratona, quello dice che in 4 ore riesce a tutti, quello che dice che siccome non ero sudato ho inventato un complotto, quello che si lamenta perché non sono morto o almeno ferito gravemente. Auguro a tutti questi professionisti dell’odio di fare pace con il proprio cuore e di essere capaci di riconoscere la bellezza della vita, ogni tanto. Come diceva la poetessa: La miglior vendetta? La felicità. Non c'è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice. E io sono molto felice di essermi messo in gioco. Le mie gambe oggi lo sono un po’ meno, ma passerà, come è giusto che sia. Il ricordo di questa avventura, invece, resterà a lungo nel mio cuore.

Un sorriso,
Matteo

PS. Oggi a Firenze mi confronto con gli studenti di giurisprudenza del professor Simoncini sul ruolo del Governo. Mi piace stare in mezzo ai ragazzi, non per fare lezione ma per imparare qualcosa di nuovo. Vi racconterò presto.

 

ostre condoglianze.