21/10/20
Infrastrutture

Vono: "Ponte di Messina opera essenziale per aiutare il Sud"

L'intervento pubblicato da "il Riformista"; 20 ottobre 2020.

Il documento che abbiamo votato, prevede la finalità doppia di ridurre i divari tra Paesi e far sì che i singoli paesi possano svilupparsi e ammodernarsi - quindi un recupero del precedere gap, nm recupero del divario nord/sud ancora precedente e su base storica post-unitaria, e l'investimento per il futuro. A nostro avviso vorremmo che fosse chiaro che tutte le misure/azioni individuate soffrono del divario nord/sud ma che l'indicazione specifica della Commissione Ue non si esaurisce col punto "rilancio del Mezzogiorno", ma con tutte le misure riprese puntualmente nella relazione.

Vi sono alcuni settori, peraltro, come le infrastrutture per la mobilità, di cui alla missione n.3, in cui i fabbisogni di investimento di alcune aree del Mezzogiorno sono ben superiori alla clausola del 34 per cento che non appare sufficiente ad operare l'atteso riequilibrio essendo questa una misura minima di cautela volta a fissare un criterio di programmazione degli investimenti in proporzione alla popolazione residente, e quindi non sufficiente a promuovere la riduzione dei divari territoriali ancora oggi esistenti tra le diverse aree del nostro Paese.

A tal fine si ribadisce l'esigenza primaria di procedere con decisione al completamento delle grandi reti di comunicazione, con particolare riguardo a quella ferroviaria e quella digitale. l,a realizzazione o il completamento d'infrastrutture di trasporto efficienti e integrate, riducendo i costi del trasporto connessi alla distanza, amplierebbero la dimensione del mercato potenziale per le imprese localizzate nel Mezzogiorno.

Inoltre, le risorse del Pnrr potrebbero rafforzare le Zes e ciò consentirebbe di attivare gli investimenti necessari per la realizzazione delle infrastrutture previste (non avviate o completate) nei rispettivi Piani strategici, ma anche di altre indispensabili per favorire la localizzazione industriale, come quelle nei retroporti, o per assicurare l'intermodalità delle reti del trasporto marittimo, ferroviario e stradale.

Dire che «la selezione dei progetti infrastrutturali dovrà privilegiare l'adozione delle migliori tecnologie esistenti per favorire i collegamenti stabili nel Sud del Paese nonché tra la parte continentale e quella insulare in modo da garantire un regime effettivo di continuità territoriale con territori che rappresentano le naturali piattaforme intermodali degli archi costieri del Mediterraneo», significa lasciare dei margini di intervento ma non basta senza l'individuazione di una visione specifica, con riferimenti a progetti chiari in cui è perfettamente coerente la dimensione dell'attraversamento stabile e delle infrastrutture connesse.

Mi riferisco all'unica infrastruttura strategica per il Mezzogiorno: il Ponte sullo Stretto di Messina che non significa trascurare tutte le altre infrastrutture necessarie al sud ma, al contrario, attraverso un'accurata e mirata progettazione e realizzazione delle già previste opere di compensazione ma, significa invece dare l'avvio a tutte le infrastrutture rese fruibili proprio dall'attraversamento stabile dello Stretto.

Pertanto a chi ancora disapprova l'importanza di questa infrastruttura insistendo sulla priorità di infrastrutture stradali e ferroviarie è necessario far comprendere che, non solo, un'opera non esclude l'altra ma addirittura il Ponte è direttamente funzionale a tutte le opere del Mezzogiorno quale pilastro fondamentale a sostegno di un'effettiva realizzazione di reti Ten-T. Garantire davvero l'alta velocità, per esempio da Torino a Palermo senza interruzioni considerando il ruolo che la connessione ferroviaria può determinare, con forte impatto economico e produttivo con le Zes, i porti, gli interporti da e verso i paesi asiatici e africani che domineranno la scena economica del prossimo futuro e a cui i grandi mercati mondiali stanno già guardando significa anche dare l'avvio ad un'apertura sul mondo con una visione lungimirante in termini di geo-politica forse troppo difficile da comprendere considerata la ritrosia dettata da una miopia ideologica che allontana un futuro in cui dalla Sicilia si aprirebbe la porta verso l'Europa arricchendo per prima l'Italia.

Così come si è intervenuto con la Roma-Pescara (circa 6,5 miliardi), che riteniamo indispensabile opera del territorio, come progetto "simbolo", il nodo dello Stretto è fondamentale e deve necessariamente essere inserito tra le opere prioritarie, in quanto sistema infrastrutturale di scala mediterranea, con effetto globale-locale per dare una risposta coraggiosa al Sud in una visione complessiva di Paese.