05/12/19
Italia Viva territori

Udine, nuove adesioni al nostro progetto politico

Anche a Udine Italia Viva raccoglie consensi: oltre a Maria Sandra Telesca, l'ultima adesione eccellente è quella di Francesco Pascolini

"Italia viva è nata lo scorso ottobre alla Leopolda ma i germogli erano già presenti ed erano costituiti dai comitati di Azione civile. Una rete che dal basso ha iniziato a organizzarsi per dare contributi di pensiero e di attività alla propria comunità. Così nella primavera di quest'anno decisi di aprire un comitato a Udine": con queste parole, ai microfoni del "Messaggero Veneto", ha ricordato gli esordi del nostro movimento Maria Sandra Telesca, già assessore regionale alla Salute.

"Ma è stato  - ha proseguito Telesca - con l'annuncio della nascita di Italia Viva e con l'apertura e la rapida moltiplicazione dei Comitati nati sul territorio friulano, che abbiamo iniziato con entusiasmo a lavorare per la creazione della Casa, fresca, innovativa e aperta dove le idee vengono elaborate e discusse da tutti coloro che vogliono collaborare e che arrivano da esperienze diverse ma condividono la stessa visione europeista e riformista, ma anche un modo di fare politica che affronti i temi senza semplificazioni banali, con serietà e voglia di approfondire, bandendo slogan e demagogia".

Italia Viva in Friuli Venezia Giulia, dunque, cresce. Oltre a Telesca, l'ultima adesione eccellente, come riporta il quotidiano, è quella di Francesco Pascolini, già presidente di Federfarma Fvg.

"Pascolini ha conoscenze approfondite delle problematiche della sanità territoriale e con lui, nel 2017, abbiamo sottoscritto il primo accordo tra Regione e farmacie per lo sviluppo dei servizi" - ha ricordato Telesca - "un accordo che ha fatto da apripista verso il ruolo di riferimento sanitario delle farmacie sul territorio come snodi strategici di una rete per i servizi al cittadino".

Pascolini, aderendo a Italia Viva, lascia dunque Ar, Autonomia responsabile, lista con la quale si era candidato alle scorse regionali. Un addio al movimento, nel quale Pascolini non si rispecchia ormai da tempo. "Avevo già detto  - riporta il "Messaggero Veneto" - che la politica italiana aveva necessità di un ossimoro, ovvero la rivoluzione dei moderati. E spiego: da anni osservo che una gran parte dei parlamentari, di destra o di sinistra che siano, hanno avviato un processo di dequalificazione della politica. Con buona pace dei detrattori della Prima Repubblica. Tutti parlano ma nessuno, o solo qualcuno, si rende conto che il primo partito nel nostro Paese, che cresce con notevole progressione ogni anno, è quello rappresentato da coloro che hanno deciso di non votare".

Secondo Pascolini va indagata la disaffezione alla politica. "Quando ho capito che Renzi avrebbe abbandonato il Pd per fondare una nuova entità moderata di centro ho deciso di aderire", ha concluso Pascolini, sottolineando che "Renzi ha mostrato un acume politico non comune, dal momento che ha impedito all'Italia di passare da una democrazia parlamentare a una democrazia autoritaria".