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Ucraina, Rosato: "La tesi Anpi è assurda e antistorica"

Intervista di Roberta Labruna, "il Giornale di Vicenza", 8 marzo 2022.

Con l'Ucraina. Senza se e senza ma. Per Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva e vicepresidente della Camera, ieri di passaggio a Vicenza dove la senatrice Daniela Sbrollini gli ha organizzato un incontro con gli amministratori, non c'è spazio per le ambiguità.

Cgil e Anpi hanno sposato la linea "né con la Nato né con Putin". Si può essere equidistanti in una situazione come questa?
No, è una posizione assurda e antistorica. Mettere sullo stesso piano aggressore e aggredito è inaccettabile: vuol dire legittimare l'aggressore. Mi si stringe il cuore a pensare che sia l'Anpi a sostenere questa tesi. C'è un filo comunista che prevale sulla lettura della realtà ed è allucinante.

Intanto in Ucraina vengono ammazzati i civili.
Ci vuole un negoziato internazionale. Renzi ha proposto di responsabilizzare Angela Merkel in questo senso. Se qualcuno ha un'idea migliore la tiri fuori, ma non ho visto proposte alternative.

Zelensky chiede l'invio di aerei.
Questa opzione non è sul tavolo di discussione con i partner europei. Ciò che si deve fare è continuare con sanzioni pesanti per isolare economicamente e politicamente la Russia, proseguire con gli aiuti umanitari e con la fornitura di armi difensive agli ucraini.

Draghi stavolta non sembra giocare da protagonista.
Draghi non ha bisogno di far vedere che gioca un ruolo da protagonista perché lo è silenziosamente, è nel suo modo di fare. Non vuol dire che l'Italia non stia mettendo in campo tutta la sua capacità, anche diplomatica.

A pagare un prezzo per le sanzioni saranno anche cittadini e famiglie. Come intervenire?
Ci vuole una risposta europea forte. Serve un nuovo recovery fund che intervenga per mitigare l'impatto economico che colpisce in particolare alcuni Paesi e settori, quello dell'energia e le aziende più esposte nelle esportazioni verso Russia e Ucraina.

Intanto c'è mancato poco che il governo cadesse sul catasto. Esclude elezioni a ottobre?
Sì, è uno scenario impossibile. Certo, ci sono alcuni gesti irresponsabili, come l'ostinazione del centrodestra su un provvedimento di ricognizione delle proprietà immobiliari che ci siamo impegnati in sede europea a fare, ma il governo tiene, è solido.

Se invece la Lega dovesse strappare, il governo potrebbe proseguire lo stesso?
Non considero nemmeno questo scenario. La maggioranza sarà responsabile. Abbiamo bisogno di tutti e di un governo che confermi il senso di unità nazionale.

A proposito di unità, quella tra forze di centro non decolla. Vede una prospettiva?
In questa situazione così complicata a livello internazionale l'ultima preoccupazione è ciò che accadde tra partiti e coalizioni. Noi teniamo fede a una linea riformista, che oggi è ancora più alternativa agli estremismi di destra e di sinistra. Il Pd e Forza Italia scelgono da che parte vogliono stare.

In verità il Pd si ostina a guardare ai 5Stelle e Fi non intende slegarsi da Lega e Fdl.
Se così sarà, ci sarà un bel pezzo di elettori che cercheranno un'alternativa a Landini, Conte, Raggi, Salvini e Meloni.