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Trieste, Rosato: "Mettere al centro i temi della portualità"

L'intervento pubblicato da "il Piccolo", 21 settembre 2022.

Insistere sul regime di Porto franco, per favorire la reindustrializzazione di Trieste. Potenziare la rete ferroviaria di servizio allo scalo. Creare il ministero del Mare o, in alternativa, una Direzione che possa rispondere con immediatezza e competenza alle richieste del tessuto operativo che lavora in correlazione con il porto. Sono queste le istanze emerse ieri sera, nel contesto del dibattito sul futuro del porto promosso e organizzato dal Propeller club Port of Triest, organismo da sempre attento alle problematiche portuali, presieduto da Fabrizio Zerbini, il primo a evidenziare «la necessità di garantire la extra doganalità del porto di Trieste».

«Nei prossimi anni, a prescindere da chi sarà al governo - ha detto il vicepresidente della Camera e presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, che ha partecipato da remoto - sarà necessario mettere sempre di più al centro ancora i temi della portualità, per quanto attiene la nostra città e il Friuli Venezia Giulia. La crescita del nostro Paese — ha continuato — sarà basata sulla capacità di essere piattaforma logistica. I traffici dell'Unione europea saranno ancora di più condizionati dalle situazioni che si sono create con l'invasione della Russia in Ucraina. I sistemi portuali saranno strategici, dopo una fase in cui si pensava potessero essere superati quelli ferroviari, per collegare la Cina con l'Europa. Di queste opportunità dovremmo saper far tesoro, cercando di fare una sana concorrenza ai porti del Nord Europa. L'area portuale di Trieste — ha concluso — deve continuare a svolgere una funzione attrattiva nei confronti di nuove imprese».