parlamento

Toccafondi: "Ai cattolici non serve un partito, ma testimoni di impegno"

L'intervento pubblicato da "Corriere Fiorentino", 21 agosto 2022.

Caro Direttore,
ho letto e apprezzato il pezzo “Cattolici senza una casa” di Riccardo Saccenti.

Da cattolico impegnato in politica dico che il punto non è avere un nuovo partito cattolico ma avere persone che vivono la politica come “servizio”. Un cattolico dovrebbe capirlo al volo che la politica - come la vita - è servizio, ma così scontato non è. È necessario un lavoro, un percorso, anzi soprattutto servono testimoni, cioè persone che con la propria vita rendono evidente, semplice, reale ed invidiabile, vivere in modo diverso la vita, le occasioni che la vita ti pone davanti e così facendo si fa politica!

La politica non è - solo e semplicemente - un’attività pratica, tecnica e normativa. Politica è qualsiasi attività umana che modifica la realtà.

Capisco quando Saccenti scrive: “…un mondo cattolico, variegato, vivo e vivace rispetto alla concretezza delle cose, che fatica a misurarsi con un orizzonte partitico”. Il problema non è quindi dei cattolici, che ci sono, si fanno sentire e vedere nella società, ma nella visibilità dei cattolici impegnati in politica. Io continuo a pensare che il punto non sia la necessità di creare il partito dei cattolici, ma che i cattolici ci mettano la faccia.

Alla Chiesa, ai vescovi, ai sacerdoti e agli amici io chiedo di aiutarmi ad aver chiaro questo, non chiedo di avere il partito, le regole morali e la linea.  Chiedo di aiutarmi a capire sempre di più che il potere non ha valore in sé, ma deve servire a valorizzare ciò che già c’è: le realtà educative e quelle associative, il welfare dal basso e a ricordare il valore della persona, dell’uomo.  Alla Chiesa e ai cattolici chiedo quindi non un partito ma un aiuto, un richiamo, un percorso e alla fine chiedo anche un sostegno perché la politica si fa con i voti e le preferenze, non con le pacche sulle spalle. 

Papa Francesco a Firenze in Duomo nel novembre del 2015 in un intervento che resterà impresso per sempre ha esortato tutti e soprattutto i giovani: “per favore non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico”. Sempre Francesco a Cesena il 1 ottobre 2017 ci ha esortato a un impegno in politica “in questa piazza si impasta il bene comune di tutti...una politica che non sia né serva né padrona ma amica, non paurosa o avventata ma responsabile...una politica che sappia armonizzare”. Non è partito dall’organizzazione, dalla struttura, dal simbolo, ma dalla persona. 

Papa Francesco ci richiama tutti in un percorso che è umano perché i cattolici questi sono. Non hanno superpoteri, bacchette magiche, soluzioni in tasca ma non sono neppure rattrappiti, rinchiusi in sagrestia, asettici e apatici rispetto a quello che accade intorno a loro. 

La politica va riscoperta per quello che è: una passione umana, un tentativo di aiuto a vivere meglio, a risolvere i problemi, ad aiutare ognuno e una comunità di persone.

Per questo non è fondamentale ripartire dal “partito”, e neppure dal leader politico che sventola simboli religiosi come fossero bandiere. È fondamentale che ogni cattolico riparta da ciò che lo muove, da ciò che sente vero, che ne parli e si confronti e poi scenda dal balcone.