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Teresa Bellanova - "Satnam è morto per l'odio Bisogna svuotare i ghetti"

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Intervista a Teresa Bellanova su La Stampa del 22-06-2024

di Flavia Amabile

La morte di Satnam Singh? «Colpa delle campagne di odio condotte in questi anni contro gli stranieri», sostiene Teresa Bellanova, ex ministra per le Politiche Agricole durante il governo Conte 2.

Quando lei si commosse per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri nel maggio del 2020 Giorgia Meloni allora solo leader di Fdl scrisse sui social di essere "basita" che lei pensasse agli stranieri e non agli italiani.

«Io sono basita per la disumanità e per l'inqualificabile incapacità politica di affrontare questi fenomeni. Adesso tutti si strappano il cuore perché c'è una situazione così grave. Però non siamo di fronte a un'emergenza ma è il frutto di quello che non si è voluto affrontare per tanto tempo. La cosa più semplice per una classe dirigente inqualificabile è individuare un nemico contro cui aizzare le persone e questo porta al risultato che oggi non ci sia più pudore e, di fronte a un incidente gravissimo, il titolare di un'azienda si sente in diritto di scaricare il proprio lavoratore».

La brutalità di Antonello Lovato è il frutto della campagna di odio di questi anni contro gli stranieri?

«Chiamiamo le cose con il loro nome. È così. La campagna di odio contro gli immigrati è una narrazione che risponde solo alla propaganda politica di chi la fa. Nel mondo reale queste persone sono venute in Italia alla ricerca di un futuro migliore come è loro diritto e sono qui perché abbiamo bisogno del loro lavoro. Hanno il diritto di avere il permesso di soggiorno».

Sony, la moglie di Satnam Singh, ha avuto ieri il permesso di soggiorno.

«Adesso? Dopo che li abbiamo sfruttati e condannati alla illegalità?».

Dopo la morte di Satnam Singh la presidente del Consiglio ha commentato che si tratta di «atti disumani che non appartengono al popolo italiano». Ma noi sappiamo che alcuni italiani hanno una lunga tradizione in fatto di caporalato, illegalità e violenze contro i lavoratori stranieri.

«Purtroppo nella nostra società convivono pezzi di umanità e disumanità violentissima. Il punto è che cosa fanno le istituzioni. Bisogna innanzitutto mettere fine alla campagna di odio. I decreti sicurezza del governo Conte I e di Salvini hanno prodotto una quantità enorme di cittadini invisibili nel nostro Paese. Ho condotto una battaglia in totale solitudine per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Lo dissi allora e lo ripeto ora: per eliminare il lavoro nero bisogna svuotare i ghetti e dare a chi è invisibile quello che merita, ovvero il permesso di soggiorno per lavoro in modo che possano rivendicare i loro diritti altrimenti continuiamo ad avere una manodopera a basso costo disponibile a tutto. Non significa far entrare tutti ma chi è necessario per il sistema produttivo italiano».

Resta il fatto che bisogna prendere atto che, dopo otto anni, la legge di contrasto al caporalato che avete approvato durante il governo Renzi ancora non funziona.

«Non è così. Nelle procure d'Italia sono in corso tanti processi per riduzione in schiavitù di lavoratori irregolari. Non è applicata la parte della legge relativa alla prevenzione. Non si amplia il numero degli ispettori che devono essere mandati a fare le verifiche in frontiera e non negli uffici. E vanno dotati di risorse. Bisogna rafforzare i controlli monitorando tutto quello che accade. La legge prevedeva che vi fossero dei tavoli di lavoro tra i ministeri. Qualcuno ha notizia se si riuniscono ancora?».

Per i sindacati la legge 199 non funziona perché non prevede incentivi per le aziende che si iscrivono alla rete del lavoro agricolo né per i lavoratori irregolari che denunciano i datori di lavoro.

«Gli incentivi economici ci sono per tutto il settore. Quello che è importante è incentivare la cultura della legalità ma la politica si è distratta troppo su questi temi. Allo stesso modo il mondo delle imprese deve essere più incisivo nel contrasto all'illegalità e la rappresentanza sindacale deve essere più presente. Nessuno può girarsi dall'altra parte e fare spallucce, tutti dobbiamo farci carico di gestire una fase complessa sapendo che non siamo di fronte a un'emergenza».