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Sesto Fiorentino, Gabriele Toccafondi è il candidato sindaco di Italia Viva

La notizia sul "Corriere Fiorentino" e altri quotidiani, 29 agosto 2021. 

«Asili nido gratuiti, un fisco meno oppressivo, Ztl da rivedere e sì alla nuova pista dell'aeroporto Vespucci». Questi i punti cardine del programma di Italia Viva che, ieri - davanti al museo (chiuso) della Richard Ginori - ha lanciato ufficialmente il suo candidato sindaco per le amministrative del 3 e 4 ottobre (la squadra che lo affiancherà, invece, verrà presentata tra una settimana).

Gabriele Toccafondi, parlamentare Iv ed ex sottosegretario all'Istruzione, propone un programma riformista per dare impulso «a un territorio che da tempo è condannato all'immobilismo».

Nel suo presentarsi agli elettori e alla città, il deputato Toccafondi ne ha per tutti: per Tomaso Montanari, consigliere culturale di Lorenzo Falchi e presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Ginori «che per Sesto non è mai riuscito a fare nulla figuriamoci per il museo, completamente abbandonato a se stesso».

E poi Toccafondi parla del Pd alleato di lv in molti Comuni, in Regione e anche al governo nazionale - che «è stato folgorato da Falchi, una sorta di Conte della Piana, e ha deciso di buttare al macero quell'alleanza che ha portato all'elezione di Eugenio Giani, gli appelli all'unità del segretario Enrico Letta e i cinque anni di opposizione in Consiglio comunale».

Per Gabriele Toccafondi si tratta di un «matrimonio di interesse, che porta in dote una sola cosa: le poltrone».

Il parlamentare di Italia Viva è ben conscio che non sarà una partita semplice ma la cosa non sembra impensierirlo: «Vogliamo dare voce alla Sesto che dice sì e che in questi anni è stata silenziata da un'amministrazione giudicata negativamente da tutto il centro sinistra. Ci sarà bisogno di uomini liberi, persone coraggiose e disinteressate».

Toccafondi, infine, promette che anche in caso di sconfitta siederà comunque nei banchi dell'opposizione: «Non fuggirò via dalle mie responsabilità. Porterò avanti il mio impegno di parlamentare e quello di consigliere». E a chi gli chiede se la sua candidatura sia «di disturbo», ovvero sia stata decisa per rompere il fronte tra Pd e Si, lui risponde: «Noi, schiena dritta e testa alta, parleremo della città che vogliamo. Dall'altra parte invece dovranno spiegare perché negli ultimi 5 anni sia Falchi che il Pd si sono fatti la guerra».