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Scuola, Toccafondi: "Alla parola 'merito' deve seguire una conseguenza degna del nome"

L'intervento pubblicato da "il Sole 24 Ore", 6 giugno 2022. 

Un'età media in cattedra di 51anni, appena il 10% di professori under 35 e una carriera inesistente: parte da qui il Dl 36 nel riscrivere le regole su reclutamento e formazione iniziale (e incentivata) dei docenti, in linea con le direttive Ue. Un testo atteso dai giovani.

Eppure nelle proposte di modifica il tema più ricorrente non sono i giovani, ma chi già lavora nella scuola: i precari storici, a cui riconoscere nuove corsie preferenziali per la cattedra, e gli incrementi economici, non meritocratici, ma da concordare con i sindacati. E c'è poi il percorso di abilitazione, e i 60 crediti formativi. Per quanto riguarda le corsie preferenziali per accedere ai concorsi, oggi il decreto 36 ne prevede due: la prima rivolta ai precari storici con 36 mesi di servizio che potranno subito partecipare alle selezioni; la seconda riguarda chi ha 30 crediti, che potrà accedere al concorso (e poi prendere gli altri 30).

Il terzo terreno di confronto è la formazione incentivata, che si chiede passi tutta per la contrattazione con il sindacato. Ma qui è Italia Viva, con Gabriele Toccafondi, a dire no: «Sul merito continuiamo a dire che alla parola "merito" deve seguire una conseguenza degna del nome e non altro».