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Scuola e lavoro, Toccafondi: "Guardiamo al futuro con meno ideologia e più realismo"

L'intervento pubblicato da "il Tirreno", 24 marzo 2021. 

Dal 2013 al 2018 da sottosegretario al Miur e attualmente in commissione cultura e istruzione alla Camera come capogruppo di Italia Viva, ho seguito e seguo gli istituti tecnici, professionali, l'alternanza scuola lavoro. Ho soprattutto visto nascere gli Its e le lauree professionali. Ho potuto constatare la reale necessità per l'Italia di avere percorsi collegati realmente al mondo del lavoro, la necessità per i ragazzi di avere scuole in cui conoscenze e competenze devono stare insieme.

Il bisogno di avere percorsi post diploma come gli lts o le lauree professionali in cui la specializzazione lavorativa fosse d'aiuto ai ragazzi e al tessuto produttivo del paese. Ho però anche potuto constatare come fosse difficile parlare di questo in un paese dove l'ostacolo è culturale. Si pensa che il percorso scolastico debba essere solo il liceo e se si parla di competenze, di laboratori, di alternanza scuola lavoro, il dibattito scade e si viene accusati di voler svendere la scuola all'impresa.

La vicenda dell'alternanza scuola lavoro nata per aiutare i ragazzi, è stata dipinta come "sfruttamento", "lavoro gratuito'; "inutile perdita di tempo". Superiamo questa fase e parliamo di come aiutare i ragazzi che oltre al "sapere" chiedono il "saper fare'; oltre alle conoscenze le competenze. Abbiamo abbandoni scolastici ancora alti intorno al 14°% che riguardano soprattutto i percorsi degli istituti professionali, segno che chi si iscrive a queste scuole si trova molte materie e pochissimo laboratorio e tirocinio.

A chiudere questo cerchio arriva il dato delle imprese che cercano persone giovani da assumere ma non le trovano, per mancanza di competenze. È un paradosso che dobbiamo affrontare ed eliminare. L'esempio degli Its, il post diploma di due anni, nato nel 2010, dimostra che se c'è dialogo tra scuola, aziende, università i risultati si vedono.

Stabilmente i ragazzi che lo frequentano con percentuali tra 1'80% e il 90% trovano lavoro e coerente con il percorso. Gli Its non sono scuola, sono un percorso di due anni post scolastico, sono percorsi gestiti da fondazioni finanziate dal Ministero dell'istruzione e dalle regioni, fondazioni nelle quali siedono scuole, università e soprattutto aziende, il 30% delle ore sono svolti in tirocinio e molte ore di lezione sono svolte dal mondo del lavoro. Un percorso che funziona, tanto che sono in costante aumento, e il programma europeo Pnrr italiano prevede un finanziamento ulteriore di 1,5 miliardi di euro. Il presidente Draghi li ha giustamente citati nel discorso in Parlamento.

Gli Its, ma anche le neonate lauree professionali, molto simili ai percorsi Its, dimostrano che anche nei percorsi scolastici, tecnici e professionali, questo dialogo tra scuola, professioni, lavoro è fondamentale. Per non perdere ragazzi, per far scoprire ad ognuno di loro la propria strada, per offrire quelle competenze e conoscenze necessarie e anche per dare risposte alle imprese. Guardiamo al futuro con meno ideologia e più realismo, meno preconcetti e più buonsenso e aiuteremo tutti.