Intervista a Ivan Scalfarotto per «La Repubblica Milano» del 19-06-2025
di Alessandra Corica
“Penso che tornare alle urne oggi sarebbe molto sbagliato: se facciamo dipendere le elezioni da un’indagine, avalliamo l’idea che l’amministrazione della cosa pubblica sia da demandare ai magistrati. E io non sono d’accordo”. Ivan Scalfarotto, senatore e numero uno di Italia Viva a Milano, non ha dubbi: “Beppe Sala deve andare avanti. E deve spiegare alla città la sua visione: il sindaco è una persona perbene, deve rivendicare davanti ai milanesi i buoni risultati ottenuti. Del resto, se si pensa alla città di 15 anni fa e la si confronta con quella di oggi, sono sotto gli occhi di tutti i miglioramenti: il centrosinistra deve esserne orgoglioso”.
Quindi non va buttato tutto via?
“Assolutamente no. Milano è diventata una capitale europea, capace di attrarre investimenti, intelligenze, turismo, è stata un volano per l’economia nazionale e si è trasformata da uno dei tanti centri medio-grandi d’Europa in uno dei posti in cui arrivano studenti da tutto il mondo, nel Paese che è noto per la fuga dei cervelli. Questa è Milano: rifiuto la lettura di chi si batte il petto come si dovesse chiedere scusa per la crescita tumultuosa della città”.
L’inchiesta della procura però ha acceso un faro su questa crescita che sembra essere stata volano per i grandi investitori privati. A discapito del ceto medio, costretto spesso a lasciare il centro urbano.
“Faccio una premessa: io non commento l’operato della magistratura. La giustizia deve fare il suo corso, e la politica non deve interferire, anche perché in Italia spesso le tesi iniziali dell’accusa vengono presentate come fossero sentenze, malgrado debbano essere prima di tutto discusse con le difese e poi decise da un giudice terzo. Detto questo, è vero che la grande crescita che ha interessato Milano negli ultimi anni ha portato con sé anche dei problemi, quali il carovita, le tensioni sull’abitare, la pressione sui servizi urbani. Ma questi sono temi di natura politica, di cui si devono occupare gli eletti, e non la magistratura. E su cui il Comune già sta lavorando”.
A cosa si riferisce?
“Penso al Piano casa che prevede 10 mila alloggi a prezzo calmierato su terreni ceduti gratis dal Comune, o all’azione dell’assessora Alessia Cappello che sta lavorando per migliorare il tenore di vita dei dipendenti comunali”.
Il centrodestra già prepara la campagna elettorale per il prossimo candidato sindaco: deve farlo anche il centrosinistra?
“Ripeto, sono convinto che Sala, a cui mi rivolgo sia da sostenitore sia da amico, debba andare avanti. Per quanto riguarda il futuro, penso che il candidato o la candidata dovrà essere in grado di avere una visione in grado di coniugare sviluppo economico e protagonismo internazionale, con la vera anima di Milano che è per sua natura solidale e aperta al mondo. Una vittoria della destra qui sarebbe pericolosissima, smentirebbe l’umanesimo milanese e lombardo”.
