03/01/20
Italia Viva parlamento diritti civili

Scalfarotto: "Le unioni civili non sono la concessione di un privilegio"

La lettera aperta pubblicata dal quotidiano "la Stampa".

Caro Direttore,
scrivo per la cartina pubblicata ieri da "La Stampa", dove si dividono i Paesi europei tra quelli che «prevedono le nozze gay» e quelli che «prevedono le unioni civili per etero e omosessuali», e più in generale per una riflessione su pagina 13.

Desidero sottolineare che:
- nella maggior parte dei Paesi in cui esistono o sono esistite le unioni civili (in questo momento per esempio in Italia, Svizzera o Repubblica Ceca), esse sono riservate alle sole coppie gay o lesbiche;
- in Germania (come già successo prima in Islanda, Norvegia, Svezia e Danimarca) le unioni civili non esistono più da quando è stato introdotto il matrimonio per tutti;
- in Francia accanto al matrimonio per tutti è ancora previsto l'istituto dei PACS.

L'intera pagina suggerisce l'idea che l'esistenza di un istituto specifico per le coppie gay rappresenti non il gradino iniziale della rimozione di una discriminazione, ma che invece costituisca la concessione di un privilegio a favore delle coppie gay e lesbiche. Che siano cioè le coppie eterosessuali a essere discriminate a favore di quelle omosessuali. Ora è evidente che l'obiettivo finale di questo sforzo legislativo, in corso in Europa e in altre parti del mondo, è in realtà quello di parificare le coppie gay e le coppie etero: che lo si faccia attraverso l'apertura del matrimonio a tutte le coppie o, come succede da ieri in Gran Bretagna, aprendo a tutte le coppie la possibilità di optare sia per il matrimonio che per un'unione percepita come più snella e laica come l'unione civile.

Il motivo per cui in alcuni Paesi, come l'Italia, le unioni civili sono riservate (almeno in un primo tempo) solo alle coppie gay non è quello di creare uno status speciale più favorevole alle coppie omosessuali. È solo che il legislatore non ha avuto, almeno in un primo tempo (come è successo in Spagna), il coraggio o la forza di introdurre direttamente il matrimonio per tutti.

Questo punto va chiarito con attenzione, per evitare equivoci pericolosi che potrebbero trasformare nella percezione dei lettori una minoranza vessata in un obiettivo di antipatia in quanto percettrice di un indebito privilegio.

Che esistano Parlamenti che si riuniscono nottetempo per votare leggi che introducono benefici per minoranze influenti a scapito della maggioranza dei cittadini: è un meccanismo delicato che abbiamo purtroppo già visto all'opera e che facilmente genera mostri.

La creazione di un istituto ad hoc per le coppie omosessuali, va ribadito, costituisce in realtà il mantenimento di una parziale discriminazione: quella che ancora viviamo nel nostro Paese e per il cui rapido superamento dovremmo tutti lavorare. Certo non l'attribuzione di un particolare beneficio nei confronti di una minoranza.