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Scalfarotto: «Fedeli al centrosinistra». Secco no di Italia viva alle avances degli azzurri

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Intervista a Ivan Scalfarotto per «Il Corriere della Sera Milano» del 28-05-2025

di Chiara Evangelista

Fuori discussione. «Noi a livello nazionale facciamo parte della coalizione di centrosinistra e lo siamo ancora più convintamente qui a Milano». Ivan Scalfarotto, presidente di Italia viva Milano metropolitana chiude le porte alla proposta di Forza Italia, che vorrebbe allargare il più possibile il perimetro della coalizione in vista delle comunali.

Non cedete al corteggiamento, quindi?

«Assolutamente no. Non esiste né in cielo né in terra. Noi siamo radicatissimi nel centrosinistra e siamo orgogliosi delle tre consigliature di governo di cui abbiamo fatto parte. Milano in 15 anni è cambiata molto, in meglio: è diventata una città capace di stare sul palcoscenico internazionale. Quindici anni fa non era così. Questo non vuol dire che non ci siano problemi da affrontare. Dai prezzi per le case alle pressioni sui servizi: sono le sfide che ci attenderanno in futuro. E lo faremo con un centrosinistra che in questi anni ha lavorato bene».

Come leggete questa apertura al dialogo con Forza Italia da parte di Azione che in Consiglio comunale fa parte della maggioranza e con voi è nel gruppo dei riformisti?

«La possibilità che Azione possa entrare nell'altro campo immagino sia soltanto un'ipotesi futura. Certo, sono incuriosito dal fatto che un partito che ora è nella maggioranza pensi nel bel mezzo della consiliatura di guardare altrove. Comunque se Azione in futuro decidesse di allearsi con il centrodestra sarà ovviamente libero di farlo. Noi convintamente restiamo nel centrosinistra».

Giulia Pastorella, vicepresidente di Azione, qualche settimana fa ha auspicato di rinforzare il Terzo Polo, in vista delle comunali. È una possibilità?

«A Milano il mondo riformista ha da sempre un ruolo importante ma io credo esista solo se ancorato nel centrosinistra».

Si vocifera della possibile candidatura del capogruppo dem al pirellone Pierfrancesco Majorino.

«È un volto importante, così come tanti altri. Ma, ripeto, è troppo presto per fare nomi. Sicuramente quando sarà il momento il centrosinistra riuscirà a esprimere una candidatura unitaria che sarà rappresentativa di tutte le anime che ha la coalizione. È stato così con Pisapia prima e con Sala dopo. Il candidato avrà un profilo capace di tenere insieme il centrosinistra».

Quali sono gli obiettivi che vi ponete in vista del 2027? 

«L'obiettivo ora è quello di coalizione di concludere bene questa consiliatura perché ci attende un appuntamento rilevante a livello internazionale: le Olimpiadi. Saremo sotto gli occhi del mondo per questo è fondamentale concentrarci su questo appuntamento per essere all'altezza della situazione, sarà un banco di prova importante».

Il centrodestra punta a riconquistare Milano, forte anche dei risultati delle comunali in Lombardia. C'è la possibilità di riconsegnare la città all'opposizione?

«Io credo che riconsegnare Milano a destra, che fa della chiusura e dell'intolleranza il suo tratto essenziale, allontanerebbe Milano dall'Europa e dalla sua più autentica vocazione di città solidale e aperta al mondo».