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Sbrollini: "Via il reddito di cittadinanza, serve quello di inclusione"

Intervista di Ro. La., "il Giornale di Vicenza", 22 settembre 2022.

Siete favorevoli o contrari al salario minimo?
Favorevoli: l'idea è di garantire a tutti i lavoratori un salario dignitoso e questo va fatto in accordo con le parti sociali anche attraverso una legge sulla rappresentanza.

Il reddito di cittadinanza lo volete abolire o modificare?
Lo vogliamo abolire perché è tutto l'impianto di questa legge, voluta dal governo gialloverde, a non funzionare. Finra abbiamo speso 20 miliardi in una misura assistenzialista che non ha creato lavoro. Ciò non significa che non vogliamo tutelare chi è in difficoltà, infatti pensiamo di reintrodurre il reddito di inclusione che funzionava perché erano i Comuni, attraverso i servizi sociali, a erogarlo.

Intanto le aziende sono alla ricerca di personale che non trovano. Come si fa a far incrociare domanda ed offerta? 
Abbiamo fatto un'importante riforma degli Its, anche in collaborazione con il Veneto, che va in questa direzione. L'altro aspetto da portare avanti è la formazione permanente: per chi lavora e per chi è uscito dal mercato del lavoro ed ha necessità di riqualificarsi per ricollocarsi.

Il lavoro femminile cresce ancora poco. Come invertire il trend?
Una cosa di cui vado orgogliosa è la legge sulla parità salariale fatta dal governo. Ora proponiamo l'introduzione di incentivi salariali per le madri che rientrano al lavoro e diciamo alle aziende che se assumono una dorma hanno degli sgravi fiscali importanti. Nel Family Act non c'è solo l'assegno famigliare unico: siccome la maternità non deve essere vista come un costo sociale ma come un investimento, quando una donna va in maternità lo Stato prevede la sua sostituzione a costo zero per l'azienda.

Come si riduce il precariato?
Promuovendo una flessibilità regolare, mettendo ordine in una giungla dove non ci sono regole, dove gli stipendi sono bassi, contrastando tutto quel mondo di false partite Iva, false cooperative, anche aumentando controlli e sanzioni. Vanno cancellati una miriade di mini contratti e ripristinati i voucher.

E per aiutare i giovani?
Azzerare le tasse per gli under 35 che avviano un'attività in proprio e zero Irpef se assumi un giovane.