Intervista a Daniela Sbrollini per «Il Giornale di Vicenza»
di Roberta Labruna
Matteo Renzi, cioè uno che quando si tratta di strategie politiche non va mai sottovalutato, h un progetto in mente per tentare di battere sul serio Giorgia Meloni alle prossime elezioni e il primo mattone per tirare su la “Casa Riformista” lo ha messo alla Leopolda dove, come sempre, c’era anche la renziana doc Daniela Sbrollini.
Senatrice Sbrollini cos’è di preciso Casa Riformista, Italia Viva verrà rottamata?
Casa Riformista è un contenitore politico che oltre ad avere al suo interno Italia Viva, è aperto a tutte quelle esperienze politiche, civiche, amministrative, che si riconoscono in un percorso riformista.
Si può circoscrivere il campo? Chi sono alcuni dei vostri interlocutori?
Più Europa, soprattutto nella voce di Benedetto Della Vedova, gli amici socialisti, ma anche molti bravi amministratori che non hanno tessere di partito. L’idea è quella di vedere se in prospettiva, questa aggregazione porterà al superamento dei singoli partiti per diventare qualcosa di più grande. Noi puntiamo al dieci per cento. Che sarà decisivo per non far rivincere Meloni e non farla diventare il prossimo presidente della Repubblica.
Lei pensa davvero che l’ambizione di Meloni sia quella?
Sì, penso che lei voglia andare al Quirinale. Uno scenario che vogliamo scongiurare e lo possiamo fare solo costruendo una casa politica più ampia.
Non correte il rischio di incappare nel classico errore della sinistra: presentarvi contro qualcuno e non per qualcosa?
No, da parte nostra non corriamo questo rischio. Il nostro approccio non è mai stato questo, noi non abbiamo nemici, ma avversari che vogliamo battere sul piano delle idee.
Infatti, alla Leopolda non ci siamo certo limitati alla critica, sono stati tre giorni fitti di proposte economiche e sociali. E qualora il Governo presentasse delle proposte condivisibili, noi le appoggeremmo. Su Gaza, ad esempio, abbiamo votato anche la mozione della maggioranza.
Una volta si diceva che le elezioni si vincessero al centro. Ma oggi gli elettori non votano, votano Meloni, Fi o altri partitini.
Noi siamo ancora convinti che le elezioni non si vincano senza il centro, e la sfida di “Casa Riformista” è proprio recuperare quell’elettorato. C’è bisogno di un baricentro moderato in una coalizione che altrimenti è troppo spostata a sinistra.
Ma cosa c’entrate voi con gli “odiati” 5 Stelle?
La verità purtroppo è che con l’attuale legge elettorale non c’è spazio per un terzo polo. Ma non siamo dentro al centrosinistra con le nostre idee e a quelle non abdichiamo, lavoreremo ad un programma che le contenga, semmai saranno altri a spiegare perché sono con noi e non viceversa. Detto ciò, anche nel centrodestra le differenze sono enormi. Lo si vede anche dalle divisioni sulla scelta del candidato presidente in Veneto.
Si è parlato molto di Silvia Salis come possibile sfidante di Meloni, ma alla Leopolda non ha convinto…
Non mi sembra non abbia convinto, io la conosco da molti anni ed è una donna intelligente e competente. È una delle figure belle che ha il centrosinistra , che non va tirata per la giacchetta, ma ovviamente non è l’unica.
Alle regionali in Veneto riuscirete a presentarvi in una lista unica?
Stiamo lavorando per questo, i presupposti ci sono tutti.
