16/05/20
paese

Sbrollini: "Protocollo da rivedere, sembra indirizzato a non consentire la ripresa"

Interventi di Daniela Sbrollini su TuttoMercatoWeb, la Rampa, Sport Economy, Corriere dello Sport.

Ritiene che vi siano alcune cose nel protocollo del CTS da rivedere?
“Beh, sicuramente l’idea di scaricare il contagio sui medici sportivi. E anche la necessità di una quarantena per tutta la squadra, mi sembra che altri Paesi stiano andando in direzioni diverse. Il protocollo proposto dal Ministero dello Sport ci sembra troppo complicato, più indirizzato a non consentire la ripresa del campionato. Come se non si conoscesse il valore, economico ma non solo, del calcio e degli sport in generale”.

C’è stato un cortocircuito: FIGC e CTS hanno trovato un’intesa, poi la Lega Serie A ha fatto saltare il tavolo. Non pensa che comunque anche tra i club vi siano grossi dubbi sulla ripartenza?
“C’è della preoccupazione, questo è chiaro. Questi saranno giorni cruciali, anche per l’incontro con Conte: credo che lì avremo maggior certezza, che poi è quello che serve. Per tornare alla domanda, penso che queste incomprensioni derivino anche dal fatto che sin dall’inizio non sia stato istituito un tavolo di confronto tra governo e mondo del calcio. In ballo ci sono interessi economici considerevoli, e io credo che la politica debba affidarsi agli esperti per la parte sanitaria, ma poi debba anche assumersi la responsabilità di prendere una decisione”.

Dal ministro Spadafora, a un certo punto, è emersa una specie di insofferenza verso il mondo del calcio.
“Non ne comprendo la ratio, e devo premettere che io con il Ministro ho un ottimo rapporto, e che l’ho molto apprezzato per esempio quando ha parlato del mondo degli sport di base. Ritengo però che sia sbagliato creare un conflitto tra il professionismo e lo sport no-profit, non abbiamo bisogno di dividerci anche su questo. Ho avuto l’impressione di una chiusura a priori da parte del Ministero, poi per fortuna c’è stato un dibattito parlamentare che ha fatto emergere una vittoria netta della linea politica che ritiene utile e opportuno consentire alla ripresa. Tra l’altro bisogna anche rispettare l’autonomia dello sport. Sarà che ne ha fatto una battaglia, forse non comprendendo l’importanza del movimento calcistico nel quadro sportivo nazionale”.

Nella bozza del DL Rilancio, in attesa della pubblicazione in G.U., è previsto un iter molto rapido a livello giudiziale in caso di stop dei campionati. Sembra una mano tesa del Governo alla FIGC, e in generale alle Federazioni sportive, per chiudere la stagione senza paura di un contenzioso.
“Io penso che, se l’esecutivo avesse avuto l’intenzione di chiudere subito il campionato, lo avrebbe dovuto dire apertamente, senza creare questa incertezza. Se dovessero essere confermate le previsioni inserite nella bozza del DL Rilancio, allora a maggior ragione sarebbe inutile aver perso tutto questo tempo. E aver creato un clima di incertezza che non aiuta nessuno, perché in questo momento è in difficoltà solo il calcio: penso ai centri sportivi, che potrebbero riaprire il 25 maggio ma ancora non conoscono il protocollo da seguire a tal fine. Tornando al campionato di Serie A, io credo che dobbiamo provarci fino all’ultimo, mantenendo uno spiraglio per la riapertura. Aspettiamo l’incontro tra Gravina e Conte: credo che lì si capirà davvero cosa succederà”.

Nel DL Rilancio dovrebbe inoltre essere confermato il bonus da 600 euro per i lavoratori dello sport. I primi pagamenti, però, sono in ritardo.
“Sì e noi ci siamo mossi in tempi non sospetti: abbiamo sempre sostenuto, già col primo decreto liquidità, che fosse meglio un ammortizzatore unico e non una serie di misure differenziate come poi è accaduto. Per i lavoratori dello sport mi sono impegnata in prima persona. Poi, per carità, c’è da considerare il contesto generale: stiamo vivendo un’emergenza, e qualche ritardo purtroppo c’è stato in tutti i settori, non solo nello sport”.

Sappiamo che lei non è solo appassionata di calcio, ma anche praticante. È stata una promotrice della Nazionale parlamentare di calcio femminile. A tal proposito, non teme che questa crisi possa mettere a rischio l’evoluzione del movimento e i risultati conseguiti?
“Certo. Sono spaventata, perché sta andando tutto a rilento: abbiamo chiesto di rimettere in piedi il tavolo sul professionismo femminile, che non è ripartito. Inoltre si è parlato di decreti attuativi, però anche noi, all’interno della maggioranza, vorremo vedere qualche bozza di questi decreti attuativi della legge delega, credo che sia una nostra prerogativa e che ci siano tante, troppe, questioni con un punto interrogativo”.

La legge sul professionismo sportivo è del 1981. Non ritiene sia giunto il tempo per una riforma organica del settore?
“Sì, decisamente. E lo stesso vale per l’attività dilettantistica, nonché per la riforma della Legge Melandri, settori nei quali ho già depositato in passato due diverse proposte di legge. Io credo che dalle crisi nascano sempre delle opportunità di cambiamento, e che questo sia il momento di una riforma: non si può continuare ad andare avanti con provvedimenti tampone, ma ci vuole un’idea ben chiara. I temi sono tanti, c’è anche l’educazione fisica dalle scuole primarie, l’impiantistica su cui potremmo intervenire dato il momento di stallo. Bisogna circondarsi di esperti, come in altri settori. Non un’altra task force, magari (ride, ndr). A parte gli scherzi, come detto col Ministro Spadafora io ho un ottimo rapporto, però secondo me in questa vicenda è mancato troppo spesso il dialogo. E ne abbiamo un grandissimo bisogno per scrivere il futuro”.

(TuttoMercatoWeb)

"Anche se tra le difficoltà e nel rispetto di un protocollo molto severo bisogna andare avanti compatti per la ripresa del calcio, di serie A e non solo. Spadafora deve avere un maggiore rispetto per l'autonomia delle federazioni sportive e del Parlamento: renda noti i decreti delegati e si confronti con tutte le forze politiche e le categorie sulla ripartenza dello sport. Basta col soliloquio: il ministro ha il dovere di condividere con noi e con il mondo dello sport le linee guida. Non accetteremo regole piovute dal cielo". Cosi' in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone, e la senatrice Daniela Sbrollini. "Il calcio di serie A e' un volano troppo importante per tutto il mondo dello sport, sia di base che di alto livello, che dopo il lockdown ha mille difficoltà nel ripartire. In questo contesto e' poi decisivo che non venga dimenticato il mondo delle donne e le loro ultime conquiste con il professionismo delle atlete".

(La Rampa), (Sport Economy)

"Ieri Daniela Sbrollini e Luciano Nobili hanno chiesto al Ministro dello Sport di far ripartire il campionato di calcio. Per tutti quelli che dicono: 'non è una priorità', ricordo che il calcio finanzia larga parte dello sport italiano. E in molti altri Paesi hanno già ripreso. Noi combatteremo perchè il calcio riparta. Basta snobismi, dal calcio dipendono molti posti di lavoro, passioni, interessi".Lo dichiara Matteo Renzi"E se uno ha il Coronavirus? Semplice. Se ha il Coronavirus, lascia il ritiro e va in quarantena. Ma la squadra gioca e il contagiato risulta tra gli infortunati. Bloccare tutta la squadra in caso di positività di un singolo è assurdo. Noi combatteremo perchè il calcio riparta."

(Corriere dello Sport)