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Sbrollini: "Non vogliamo le urne ma una verifica di governo"

L'intervento della parlamentare Iv pubblicato da "il Giornale di Vicenza" , 22 dicembre 2020. 

Daniela Sbrollini, senatrice. Iv, difende la posizione del proprio partito, assicurando che non c'è alcuna intenzione di far andare alle urne un Paese nel pieno di una pandemia. Tuttavia, le cose così, secondo la parlamentare vicentina, non possono andare avanti. In sostanza o si cambia il metodo, o si cambia la squadra. 

«Abbiamo sempre parlato di verifica di governo, non di rimpasto, né tanto meno di ritorno alle urne, come qualche provocatore sta cercando di far passare», chiarisce. «Critichiamo il metodo - precisa Sbrollini - la mancanza di programmazione, come dimostra anche l'ultimo dpcm, che sta creando caos. Abbiamo chiesto, ottenendo qualcosa in questi giorni, che i ristori siano proporzionati alla perdita del fatturato delle attività. Ricordo che i ristoranti pensavano di restare aperti a Natale e invece devono chiudere».

Sbrollini più che di attacchi al governo parla di richiamo alla condivisione e alla responsabilità. «Ci troviamo di fronte a provvedimenti emanati da un governo che tiene sempre conto solo del parere, del comitato tecnico-scientifico, togliendo alla politica il compito di decidere. Le stesse nostre ministre si sono trovate in Consiglio dei ministri con il lavoro già fatto, senza confronto. Ma così non si può lavorare. Chiediamo un cambio di linea, una condivisone, delle scelte, un Recovery che venga solo ed esclusivamente gestito dai ministri, dal parlamento e dagli uffici ministeriali, senza delegare all'esterno scelte così importanti».

Ossia senza ricorso a consulenti «di cui non c'è traccia di nomi; figure che non sarebbero soggette a incompatibilità e che hanno una. delega in bianco». Sbrollini va dritta: «Abbiamo sempre detto di voler continuare a sostenere questo governo, sempre che questo governo cambi metodo e assuma collegialità nelle scelte. Non abbiamo mai voluto il rimpasto, addirittura abbiamo detto che se non si cambiala linea, ritiriamo le ministre. Ma non significa andare ad elezioni».

E allora cosa? «Solo se non si dovesse cambiare registro, si tratterebbe di trovare una soluzione che potrebbe determinare anche all'interno dell'attuale maggioranza un cambio del presidente del consiglio, ma come ultima ratio». A quel punto, però, secondo Sbrollini, Iv non giocherebbe sola. «A quel punto - spiega - ci si arriverebbe con una parte del Pd e anche per il malumore crescente dei 5 Stelle». «Cosa dobbiamo aspettare ancora a prendere i soldi del Mes che non ha condizioni tranne l'uso per la sanità? I 209 miliardi del Recovery Fund sono essenziali per i settori strategici, per far ripartire il Paese dopo la pandemia. Confrontiamoci, nel rispetto di tutti», conclude Sbrollini.