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Sbrollini: "Astensione per distinguerci dai sovranisti"

Intervista di Roberta Labruna, "il Giornale di Vicenza", 16 gennaio 2021.

Daniela Sbrollini non deflette. La senatrice vicentina di Italia Viva sfida il suo passato e scommette sul futuro. Che lei vede nero per Giuseppe Conte e roseo per Matteo Renzi. Contrariamente al toto-governo romano che invece vede il premier favorito per un terzo mandato.

Senatrice Sbrollini, pare che Conte abbia trovato i "responsabili" per il voto di fiducia di martedì. Avete fatto i conti senza l'oste?
Eravamo pienamente consapevoli che questa potesse essere una delle possibili opzioni. I conti si fanno alla fine: martedì vedremo se il premier avrà i numeri per proseguire o se invece, come risulta a me, si stanno millantando numeri e persone che non ci sono.

Sembra una riedizione del Papeete. Renzi rischia di fare la stessa fine di Salvini?
No, guardi, la situazione è completamente diversa. Quella di Salvini fu una mossa improvvisata, quella di Renzi non lo è affatto: la sua, la nostra, e stata un decisione sofferta ma meditata Per mesi abbiamo sostenuto la necessità di un cambio di passo to avanti le nostre proposte concrete per rilanciare il Paese e non abbiamo mai avuto risposte. Se non alcune modifiche nel Recovery plan.

Che però per voi non sono state sufficienti. Vi hanno accusato di alzare continuamente la posta, è così?
Delle 62 proposte che abbiamo fatto ne sono state accolte pochissime: zero su turismo, cultura, trasporti, giustizia. Non c'è un euro nemmeno per l'occupazione femminile e per i giovani. Vede, il problema, come abbiamo detto più volte, non sta solo nel Recovery plan, è un problema. più ampio: avevamo chiesto il Mes per la sanità, per noi fondamentale, un piano vaccini organizzato meglio, la riapertura delle scuole in sicurezza. E potrei proseguire ancora. Questo governo ha deciso di concentrarsi solo su bonus e mance. Non è così che si aiuta il Paese.

Siete rimasti spiazzati dalla chiusura arrivata in queste ore dai vostri (ex) alleati? C'è spazio per una ricucitura?
Non siamo mai stati noi a chiudere al dialogo. È stato sempre Conte, con il suo atteggiamento, a tagliarci fuori. A non considerare le nostre idee, a escluderci spesso e volentieri dalle decisioni. Non abbiamo mai preteso posti in più, anzi, le nostre ministre si sono dimesse. Saremmo stati disponibili a valutare soluzioni alternative, ad esempio una maggioranza ampia con un premier del Pd oppure un Conte ter, ridimensionando il ruolo autoritario del premier. Il punto è che il Pd, che nei corridoi condivideva le nostre stesse critiche, ha messo davanti agli interessi del Paese il proprio interesse a non rompere con i Cinque Stelle.

Insomma, il Pd vi ha fatto fare il lavoro sporco e poi si è tirato indietro. Non hanno avuto il coraggio di andare fino in fondo.
Il Pd non ha una leadership nazionale forte e condivisa. Poi, sa, ci sono molte nomine da decidere e le elezioni amministrative in alcune grandi città: hanno scelto poltrone e potere. E il Pd, che aveva detto mai con i Cinque Stelle", adesso è schiacciato su Conte e sul M5s. 

Martedì non voterete la fiducia a Conte allora?
Una delle possibilità è l'astensione, che al Senato equivale ancora a voto contrario.

Perché non votate direttamente contro?
Perché vogliamo distinguerci da un centrodestra sovranista a cui non ci accomuna nulla.

Si parla di una fuga di senatori da Iv che potrebbero andare in soccorso di Conte, è così?
È falso. Hanno avvicinato dei colleghi, spargendo poi la voce che loro avrebbero manifestato la volontà di uscire da. Iv. Fa parte della campagna denigratoria orchestrata da Casalino. Ma cascano male, noi siamo compatti.

Se Conte non dovesse ottenere la fiducia?
Ci affidiamo al presidente Mattarella. L'ipotesi meno probabile, secondo me, sono le elezioni.

Come risponde a chi vi dà degli irresponsabili per aver aperto una crisi in emergenza Covid?
Che irresponsabile sarebbe stato continuare a sostenere un governo immobile.

A livello locale più di qualcuno le chiede di rientrare nel Pd. Ci sta pensando?
Non mancherà mai il mio sostegno al territorio e con tanti amici del Pd mi continuo a sentire, ma politicamente ho fatto una scelta chiara e non me ne pento affatto.