14/02/20
Europa Parlamento Europeo

Sandro Gozi: "Così l'asse Renzi-Macron cambierà l'Ue"

Intervista di Roberto Sommella, "Milano-Finanza", 14 febbraio 2020.

Sandro Gozi è appena entrato con un posto al Parlamento Europeo per via dell'uscita dei deputati britannici, ma la Brexit lo spaventa lo stesso. In questa intervista a ME-Milano Finanza, racconta cosa farà il nuovo gruppo fondato da Emmanuel Macron dal suo En Marche, Renew Europe, che conta 98 scranni, compresi anche i parlamentari che fanno capo a Matteo Renzi, molto attivo non solo in Italia, dove fa ballare il governo Conte, ma anche in Europa. «Vogliamo rilanciare il progetto europeo e ridurre i commissari», spiega.

Domanda. Onorevole Gozi, lei è entrato a Strasburgo nel gruppo fondato da Macron e ora si sono aggiunti i renziani. Quale è il vostro progetto?
Risposta. Ho sin dall'inizio sostenuto che quello di Renew Europe fosse 'l'approdo naturale per Italia Viva: lo dissi quando fui candidato con Renaissance in Francia e l'ho ribadito anche alla Leopolda nell'ottobre scorso. Con Renew Europe, e adesso insieme a Italia Viva, vogliamo occupare uno spazio centrale, liberale e democratico, alternativo sia ai nazionalisti e conservatori sia ai socialisti, in cui poter lavorare per il rilancio dell' Unione Europea attraverso politiche riformiste, moderne e coraggiose.

D. In concreto, però?
R. Vogliamo un'Europa più democratica, con più poteri di controllo sul rispetto dello stato di diritto, veri partiti e movimenti transnazionali e un diritto d'iniziativa legislativa del Parlamento europeo. Un'Europa potenza di cambiamento, a cominciare dalla strategia e dall'industria della difesa. Un'Europa potenza verde e digitale. Superare i veti nazionali in Consigliò e riformare la Commissione, riducendo il numero dei Commissari. Sono solo alcune delle nostre priorità, che siamo riusciti a trasformare in pochi mesi nelle priorità della nuova Commissione Ue.

D. Con la Brexit che Ue sarà?
R. Sono molti ad avere interesse a indebolire o addirittura a dividere l'Ue. I nostri principali concorrenti internazionali, Usa, Russia o Cina certo non spingono per un'Europa influente sulla scena globale. E i nazionalisti e i populisti che esultavano in giugno 2016 per la Brexit, come Salvini, Le Pen o Grillo, e che oggi tengono una posizione ancora molto ambigua rispetto alla scelta europea, vogliono indebolire e logorare la nostra Unione.

D. È praticabile chiudere un accordo con Londra che instauri comunque solidi rapporti commerciali?
R. Noi e i britannici abbiamo un interesse comune a costruire una relazione commerciale e di sicurezza solida ed efficace. Certo, non potrà avere la stessa forza e la stessa intensità rispetto a quando il Regno Unito era membro. Uscire dall'Ue significa perdere tanti vantaggi e opportunità. 

D. Che cosa serve all'Ue per evitare nuovi, drammatici divorzi?
R. Fare tesoro dello shock che rappresenta la Brexit. E uscire dallo status quo. Dobbiamo rispondere alla giusta domanda della Brexit, «come riprendere il controllo»? Dando la giusta risposta, che non è quella di rinchiudersi nei propri confini nazionali ma di acquisire una vera di dimensione di governo e controllo europeo sulle questioni transnazionali: dall'immigrazione, al clima o al digitale, per esempio. Costruendo un'Europa sovrana e democratica. Il pericolo nazionalista è tutt'altro che terminato.

D. C'è un rimedio al virus razzista mirabilmente descritto dalla senatrice Segre a Bruxelles?
R. Non ci deve essere spazio per il razzismo, l'antisemitismo e la xenofobia. Si lotta contro questi demoni a cominciare dalla scuola, dalla Memoria collettiva. Bisogna arrivare a una disciplina più efficace dei social network e delle responsabilità personali, e alla lotta contro le fake news.

D. A maggio la Conferenza sull'Europa: solo facciata o riforme?
R. La Conferenza, proposta per la prima volta da Macron il 2 marzo 2018 ha un grande potenziale, sia in termini di partecipazione democratica diretta sia in termini di riforma delle istituzioni e delle politiche comuni. Ma ci sono già forze in azione per limitarne la portata e ridurne l'importanza. Dovremo batterci con determinazione.