15/06/20
parlamento paese

Rosato: "Trasformare parole e discussioni in decisioni per sbloccare l'economia"

Intervista di M. A., "il Messaggero", 15 giugno 2020.

Italia Viva fin dall'inizio è stato il partito più incalzante nei confronti del governo Conte, pur avendo Renzi dato l'idea perché nascesse. Da quel momento però, un tira e molla tra i renziani e l'ex avvocato del popolo. Pareva che i problemi per la tenuta dell'esecutivo e per la sopravvivenza della maggioranza derivassero dal drappello che ha seguito il Rottamatore fuori dal Pd. E invece, ecco i dem sempre più insofferenti rispetto alla guida che considerano malferma del cosiddetto Giuseppi e anche M5S sembra non poterne più.

Onorevole Rosato, coordinatore di Italia Viva, si diverte a vedere che non siete più soltanto voi a criticare Conte ma i 5Stelle divisi su tutto sono uniti nel metterlo anche loro nel mirino?
«Non è certo un momento in cui ci si possa divertire per qualcosa. Noi siamo stati i primi a criticare Conte e continueremo a farlo quando servirà. Ma le nostre sono critiche di merito. Non ci interessa entrare in un tritacarne mediatico, solo per stare sulle notizie. C'è un'enorme preoccupazione per quello che accade. A cominciare dai problemi irrisolti per chi ancora attende la cassa integrazione, i crediti e gli incentivi alla ripartenza».

Ma siete in larga compagnia a non poterne più dell'ex avvocato del popolo?
«Adesso a criticare Conte si sono iscritti anche quelli che difendevano il non assumere provvedimenti che oggi avrebbero reso la vita più facile agli italiani».

È arrivato però Grillo il pompiere?
«Mi pare appunto che Grillo abbia più problemi con Di Battista che con Conte. Dibba è uno spregiudicato che s'iscrive tra quelli disinteressati ai problemi reali del Paese».

Può saltare tutto sul Mes?
«Penso che alla fine la ragionevolezza dello strumento Fondo salva-stati supererà l'ignoranza e il pressappochismo di alcuni».

Vede problemi di tenuta del governo?
«Vedo problemi di tenuta del Paese. Che è ben più grave. C'è bisogno di trasformare parole e discussioni in decreti e decisioni, che siano efficaci per sbloccare l'economia».

Stati Generali bla bla?
«Lo vedremo alla fine. Se si chiuderanno, tra dieci giorni o quando sarà, con un decreto per sbloccare i cantieri, un altro per far ripartire in ordine la scuola e un altro ancora per semplificare le procedure per le imprese e per i lavoratori, gli Stati Generali saranno stati un successo. Poi è giusto ragionare anche di prospettive a medio termine».

Cioè?
«Come si deve innovare e dove si deve collocare l'Italia nei prossimi anni. Ma oggi c'è un incendio e va spento».

Senza passerelle?
«Se ci sono le passerelle, le facciano con l'estintore tra le mani».

Ha visto quel sondaggio secondo cui Conte, se guidasse i 5Stelle, li porterebbe al 30 per cento mentre adesso vengono quotati più o meno la metà?
«L'ho visto. E pensare che credevo che avessero già superato il 90 per cento...».

Si parla di un asse Di Maio-Franceschini per sostituire Conte. Lei ci crede?
«Noi siamo preoccupati per gli italiani. Non per il toto premier o per il toto ministri».