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Rosato: "Tempo scaduto, riuniamo subito i centristi"

Intervista di Aldo Torchiaro, "il Riformista", 22 luglio 2022.

Il triestino Ettore Rosato, vicepresidente della Camera dei Deputati, coordinatore nazionale di Italia Viva, è al lavoro da anni per federare le forze riformiste del centro. L'accelerazione di queste ore rischia di bruciare i tempi, obbliga i riformisti a trovare rapidamente una sintesi unitaria. Per non soccombere sotto la soglia della legge elettorale vigente di cui lo stesso Rosato è autore, il Rosatellum.

È ora di realizzare il suo progetto.
È il momento di mettere insieme chi ha creduto fino in fondo nel lavoro di Draghi e nel suo governo. Che è anche condivisione di una idea di Paese da ricostruire.

C'è questa condivisione di progetto?
C'è la condivisione di una esigenza politica. Mettersi insieme mi sembra sia rispondere a un appello che tutti i nostri elettori ci fanno.

Chi sono questi soggetti? Qualcuno starebbe già bussando alle porte del Pd.
Non faccio politica con i rumors. C'è uno spazio enorme che riguarda tutto il mondo riformista, liberale, garantista. Non voglio fare l'elenco di chi deve venire. Siamo aperti a lavorare con tutti coloro che hanno espresso l'esigenza forte di salvaguardare il lavoro del governo Draghi. Abbiamo urna idea chiara e condivisa di Paese, di società, di futuro.

Le categorie esistono ancora, parliamo di centro?
Io mi considero un centrista. Ma non voglio guardare al futuro con le parole del passato. Penso a una ampia formazione politica che sappia parlare con toni moderati ma coraggiosi di una rivoluzione necessaria. Con obiettivo a doppia cifra.

Il nuovo centrismo è rivoluzionario?
Deve essere rivoluzionario. Del resto il governo Draghi cade sugli interessi di Conte e della destra, ma cade perché questi partiti non avevano il coraggio di fare scelte che scomodassero qualcuno.

C'è il tema delle date che pesa molto. Si vota prestissimo, il 25 settembre. Si depositano i simboli il 14 agosto. Ci sono i tempi per fare in cinque giorni quello che non si è fatto in cinque anni?
Sì. Siamo persone che si conoscono bene e da tempo. Diciamo le stesse cose al 95%. Si tratta di mettere insieme le idee e un bel po' di buona volontà. Italia Viva c'è, se dobbiamo correre da soli, corriamo da soli. Non abbiamo certo paura di correre con il Rosatellum. Ma è molto più importante per i nostri elettori fare una operazione che aggreghi chi la pensa come noi. Io dico che è il tempo di riunire, non di dividere. Sono ottimista.