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Rosato: "Su vaccini e scuola Iv non è stata ascoltata"

Intervista di A. Pappalardo, "il Mattino", 4 gennaio 2021. 

«È il premier che ha deciso il terreno dello scontro in Aula. E noi non ci sottrarremo», è la sfida di Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore nazionale di Italia Viva, molto critico sull'operato del governo.

Ecco i primi fuochi dello scontro: la ministra Bellanova nella riunione dei capi delegazione ha già incalzato il premier sulle criticità del Sistema sanitario.
«Le nostre obiezioni, come vede, sono sempre di merito. Sono mesi che raccomandiamo al Governo una maggiore attenzione sul piano vaccini, immaginando già quello che sta accadendo in questi giorni. Siamo tra gli ultimi in Europa per numero di vaccinazioni, registriamo la mancanza di personale che deve somministrarlo e la grande confusione sui luoghi preposti. Bisogna vaccinare 40 milioni di persone in pochi mesi ma così facendo non ci arriveremo mai».

Anche sulla scuola siete stati molto critici. E ora sembra debba slittare di nuovo la riapertura.
«Su moltissime cose siamo stati premonitori. Abbiamo presentato due documenti densi di proposte e stiamo aspettando ancorale risposte. Il primo è di due settimane fa ma il premier invece di discuterne ed entrarne nel merito ha deciso di affidarsi ad una conta in Aula. Bene: se lui sceglie quel terreno, noi ci saremo».

La crisi di governo è ormai innescata: c'è ancora la possibilità affinché rientri?
«Abbiamo davanti una sfida gigantesca che è l'utilizzo dei fondi europei e non c'è più tempo da perdere. Per questo con il presidente Conte avevamo definito una data limite per il nostro confronto da tenersi nei primi giorni di gennaio. Aspettiamo. E aspettiamo di capire se queste risposte arriveranno».

Altrimenti?
«Se le nostre idee non sono buone è evidente che non sono buoni nemmeno i nostri voti. Una maggioranza politica si riconosce sulla condivisione di un percorso e noi siamo stanchi di dover dare l'allarme su cose che ci vengono contestate e poi regolarmente accadono».

Se Iv si sfila dalla maggioranza, ci sarebbe però una pattuglia di responsabili pronta a garantire i numeri.
«Sappiamo che palazzo Chigi in queste ore lavora alacremente a questa missione. Anzi ormai lavora più su questo che non sui ristori per chi è in difficoltà economiche. Comunque se Conte riuscirà in questa legislatura ad avere la sua terza maggioranza politica diversa, a noi di Italia Viva non resta che augurargli buon lavoro».

Tra i responsabili però ci potrebbe essere anche qualche vostro parlamentare.
«Ognuno dei nostri colleghi ragiona con la sua testa e se siamo arrivati a questo punto è perché c'è stata una condivisione di posizioni. Quindi non siamo affatto preoccupati ma capisco che i nostri avversari usino tenacemente e continuamente questo strumento di pressione».

L'alternativa è un governo tecnico. Voi l'appoggereste?
«Noi siamo concentrati per capire se questo governo possa andare avanti e non se farne nascere un altro. Se poi le cose andranno diversamente seguiremo le procedure che la Costituzione prevede».

Quando il presidente Mattarella nel discorso di fine anno ha esortato la politica ad essere costruttori non si è sentito un po' tirato in causa?
«Noi ci sentiamo nello spirito e nelle parole di Mattarella che per altro abbiamo molto apprezzato e siamo coinvolti nell'esigenza di spendere bene la più grande disponibilità finanziaria che l'Italia ha visto negli ultimi 30 anni. E per fare questo occorre essere costruttori capaci e inclusivi come anche oggi (ieri, ndr) sollecita la segreteria della Cisl Furlan».

Il Pd è scontento di questo governo ma non parla: si aspettava un loro appoggio in questa vicenda?
«Onestamente in molti dei colleghi e anche in tanti amici, vedo grande condivisione sul merito delle nostre critiche. Che dirle: ci vorrebbe un po' più di coraggio per evitare di mettere i problemi e le opportunità sotto il tappeto. Noi non lo facciamo consapevoli perché i nostri figli e nipoti dovranno pagare i debiti e non ce lo perdonerebbero».

Magari il Pd vi sta usando.
«Io non ho perso la voglia di fare politica, quella che pensa all'interesse collettivo e non tutti i giorni ai sondaggi. Capisco che è più facile stare in silenzio e far finta che va tutto bene magari godendo di qualche piccolo beneficio di parte ma purtroppo l'Italia stava già male prima del Covid. E dopo quasi un annodi disastroso governo Conte I, complice la pandemia, il Paese sta molto peggio. Per questo non bisogna sprecare le occasioni».

Il grosso dei nodi è la mega cabina di regia e la delega dei servizi segreti: se Conte fa marcia indietro?
«Abbiamo posto domande e non ricevuto risposta. Quando le riceveremo le valuteremo nel merito».