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Rosato: "Sta a Conte decidere il futuro del Governo"

Intervista di Rosi Brandi, "la Prealpina", 17 dicembre 2020. 

«Sta al presidente Conte decidere. Sta a lui decidere se vuole continuare questa esperienza di Governo con noi, e allora cambia completamente il suo modo di agire e toglie questa opacità nella gestione del Recovery Plan, oppure...».

Oppure, onorevole Rosato?
«Oppure vuoi dire che l'esperienza con noi è finita. Io non mi assumerò mai la responsabilità di sprecare l'occasione di 209 miliardi di euro a disposizione dell'Italia pur di restare in maggioranza».

In questa intervista Ettore Rosato esce spesso dall'aplomb che si addice a un vicepresidente della Camera per descrivere come sarà il suo ingresso a Palazzo Chigi, questa mattina, ore 9, in veste di coordinatore nazionale di Italia Viva. Ingresso a gamba tesa, pare di capire. Nessuna concessione. Nessuno «strapuntino», come l'ha definito Matteo Renzi al Senato. Nessuna pacca sulla spalla. Anche perché della delegazione in missione dal presidente del Consiglio fa parte la ministra Teresa Bellanova, che è stata una sindacalista molto agguerrita. Come a dire: sarà una trattativa serrata.

Rosato, dica la verità: Italia Viva va a Palazzo Chigi per alzare il prezzo...
«No, non abbiamo alcuna trattativa da fare. Noi andiamo lì ad ascoltare delle risposte, perché le domande le abbiamo poste in maniera trasparente in Aula, e a consegnare al presidente Conte un documento con le nostre osservazioni e il nostro punto di vista sul Recovery Plan».

Renzi però ha dichiarato che alla crisi di governo «non ci pensa nemmeno»: come spiegare agli italiani che non è tatticismo per ottenere più poltrone?
«Tutto è esploso dopo una convocazione del Consiglio dei Ministri in cui si doveva approvare una task force con un esercito di consulenti e un riparto di 209 miliardi sulla base di documentazione trasmessa la notte prima. C'è troppa opacità nella gestione delle più grandi risorse pubbliche che l'Italia abbia visto dopo il Piano Marshall. Ancora oggi i ministri non hanno il dettaglio dei progetti. Ma Conte ci ha provato, a fare il blitz».

Avete avuto la sensazione che Conte stesse costruendo nuovi ruoli di governance per gestire più direttamente settori cruciali del Sistema-Stato, come i fondi europei e i servizi segreti?
«Più che un'impressione sono le norme che lui ha proposto: un articolato che commissariava la politica e la pubblica amministrazione per affidare tutto a persone esterne scelte su base fiduciaria».

Renzi dice: niente elezioni ma verificare in Parlamento se ci sono i numeri per un'altra maggioranza. Con chi?
«Non lo dice Renzi ma la Costituzione. Io vorrei che qualcuno ci contestasse nel merito, per esempio dicendo di essere d'accordo che al turismo vadano 3 miliardi o che è giusto investirne solo 9 sulla sanità. Invece, tutti si preoccupano della simpatia o dell' antipatia di Renzi...».

Per la verità, nei sondaggi sui leader politici, Renzi è penultimo su 12.
«Undicesimo su 60 milioni...».

E Italia Viva nei sondaggi resta inchiodata al 3%: come se lo spiega?
«Affrontiamo la più grave pandemia del secolo, la più grave crisi economica nella storia repubblicana e dovremmo preoccuparci di un punto in più o in meno?».

Italia Viva non ha brillato alle elezioni a Saronno pur esprimendo ben due parlamentari. Quali prospettive per Varese, Busto Arsizio, Gallarate?
«Porteremo il nostro contributo nella coalizione del centrosinistra, a partire da Milano e Varese, dove ci sono due bravi sindaci uscenti. Sono convinto che il radicamento avverrà con la fatica di un tempo, quello del Covid, in cui far partire un partito è molto più complicato».

A proposito di nuove maggioranze: è vero che Renzi ha parlato con Salvini?
«No».

Eppure il segretario leghista lo ha applaudito Renzi, in Senato.
«Lo hanno applaudito tutti. Sono gli stessi che nelle interviste dicono che lui è antipatico. Però, non che ha torto».

I maligni dicono che Italia Viva punta al posto di ministro dell'Innovazione tecnologica, ora occupato da Paola Pisano del MSS: hanno ragione?
«Non sono malignità, sono invenzioni. Però è verissimo che su questo bisogna investire e molto rapidamente. Possibilmente, non per fare ingrassare qualche multinazionale del settore».

Da vicepresidente della Camera ritiene che l'emergenza Covid abbia fatto risaltare una certa marginalità del Parlamento sulle decisioni?
«Per la verità, non dipende dal Covid ma da un sistema che tutti i Paesi hanno superato: il bicameralismo. A ciò si è aggiunta la tendenza del presidente del Consiglio a voler decidere da solo e a preferire le dirette Facebook piuttosto che il confronto parlamentare».

L'emergenza Covid ha flagellato il trasporto aereo: ora l'aeroporto di Malpensa è in ginocchio.
«Ora serve una nuova strategia. Noi avremmo chiuso l'esperienza con Alitalia per trovare accordi di partnership internazionale che puntassero sul nostro sistema aeroportuale, investendo lì i miliardi dati ad Alitalia».

Da queste parti sono infuriati.
«Anche noi. Ma ogni volta che si prova ad alzare la voce veniamo etichettati come la pecora nera».

Le parole chiave dell'economia varesina sono Malpensa, Industria 4.0, tessile: che peso hanno nell'agenda dei due parlamentari di IV?
«Sia Gadda che Librandi sono impegnati. Il diritto al lavoro è una stella polare e la provincia di Varese è piena di aziende, professionisti, che hanno costruito l'Italia e la sua solidità».

A proposito di Librandi, sa che due leghisti siciliani lo hanno denunciato per la frase sui meridionali "africani bianchi" resistenti al virus?
«Non intendeva offendere nessuno, anzi, si è autodefinito africano bianco. È chiaro che il leghismo siciliano, noto per il suo radicamento, sfrutta qualsiasi cosa per dimostrare di esistere».

Allora onorevole, a Natale tutti liberi o tutti chiusi in casa?
«Ci sono centinaia di morti al giorno, non va mai dimenticato. Ma abbiamo chiesto lo stop alle contraddizioni: come si fa a premiare con il cashback chi fa acquisti e chiudere i centri commerciali, affollando i centri cittadini?».

D'accordo con le misure rigide?
«Sì, ma che almeno siano coerenti e comprensibili».