29/10/19
Italia Viva Governo parlamento

Rosato: "sosteniamo il premier, però via subito le microtasse"

intervista di M. Iasevoli, l'Avvenire, 29 ottobre 2019

«C'è ancora un effetto Salvini nel Paese. E a chi dice che si tratta di un pericolo, ricordo che se ad agosto non ci fossimo stati noi, oggi questo effetto sarebbe già arrivato a Roma, a Palazzo Chigi. Il nostro primo interesse è rafforzare il governo e di conseguenza il premier». Inizia con una precisazione, Ettore Rosato.

Come a sgomberare dal campo l'idea che Italia Viva, di cui è coordinatore nazionale, sia nata per fare il "Gianburrasca" della maggioranza.

Anche le valutazioni critiche di Renzi sulla sconfitta in Umbria di Pd e M5s sono - per il vicepresidente della Camera - una mera constatazione: «Il punto è che ha vinto Salvini e ha sbagliato chi ha provato a dare al voto un significato nazionale. Non è un voto nazionale per chi ha vinto e non lo è per chi ha perso. Conte si è fatto coinvolgere per generosità, ma se non ci andava a Narri era meglio. Noi glielo abbiamo detto e siamo rimasti coerenti con l'idea di non partecipare».

Sentivate l'odore della sconfitta?
Noi riteniamo che sia sbagliato fare un patto "a prescindere" con M5s, specie quando le premesse sono errate come lo erano in Umbria. Nei territori non c'è nullo di sistematico calato dall'alto dai partiti nazionali. Le coalizioni si costruiscono dopo aver messo in piedi un progetto di governo serio. Non ci sono pregiudiziali. Se ci si ritrova in qualche occasione bene, ma ci si ritrova perché il progetto è coinvolgente, inclusivo e convincente. Comunque osservo che M5S ha già tolto la possibilità delle alleanze dal tavolo: significa che è tutta nostra la responsabilità di organizzare il campo in modo intelligente, non abbiamo più scuse.

La sensazione è che il governo, tra manovra e Umbria, si sia messo da solo in un angolo...
La risposta che deve dare questo governo è fare le cose con concretezza e collegialità. Non tutti i problemi sono risolvibili, ci vuole l'intelligenza di mettere da parte le cose divisive e portare avanti nell'agenda i punti condivisi: occupazione, crescita e i necessari interventi su famiglia, welfare e Terzo settore. Salvini ha un difetto di sostanza oltre che contenuti sbagliati: non è mai riuscito a trasformare gli slogan in atti concreti, è inconcludente. I voti glieli strappi se realizzi cose buone.

La prima risposta al voto umbro, sta dicendo, è cambiare la manovra?
Non voglio cadere nelle semplificazioni, ma chi governa ha tra le mani la possibilità di poter fare cose che incidono sulla vita delle persone. La manovra un primo obiettivo l'ha raggiunto ed è quello di scongiurare l'aumento dell'Iva. Bisogna fare uno sforzo per eliminare quelle microtasse fastidiose che garantiscono solo un piccolo gettito. . E dobbiamo trovare nuove risorse per la famiglia. Se diamo queste risposte adesso e nei prossimi tre anni, la parabola di Salvini la facciamo diventare discendente.

Ritiene che le liti sulla manovra abbiano influenzato il voto regionale?
Il risultato dell'Umbria è figlio di altre stagioni, della scelta di andare a votare in anticipo e del fatto che due avversari con i ferri roventi, M5S e Pd, non potevano sommare così automaticamente i loro voti. Capiamoci: la denuncia che ha fatto cadere la Giunta Marini l'ha presentata il Movimento. Non c'era motivo di andare insieme lì, è stato un male per M5s e anche per il Pd. 

Ora Emilia e Calabria: che fa Italia Viva?
In Emilia staremo con Bonaccini che è il miglior candidato possibile. Lo sosterremo attraverso la lista del presidente. Per quanto attiene alla Calabria, con una fortissima discontinuità e intorno a una persona di caratura ed equilibrata si può costruire un progetto.

La sensazione è che Conte sia nel mirino di Renzi e Di Maio...
L'interesse del Paese è che il governo funzioni e quindi noi abbiamo tutto l'interesse a rafforzare Conte. Il premier abbia fiducia nei partner della coalizione. Questo terreno della guerriglia psicologica non ci interessa. Né ci interessano discorsi su rimpasti e cose simili. Siamo al governo con due ministri e un sottosegretario, come Leu, pur avendo il triplo dei parlamentari.