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Rosato: "Riforma della giustizia senza voto di fiducia"

Intervista di Giuseppe Mazzei, "la Discussione", 28 luglio 2021.

On. Rosato il voto di fiducia sulla Giustizia passerà?
Spero che non si debba ricorrere alla fiducia, che ci sia un’intesa dei partiti che hanno già votato all’unanimità in Consiglio dei Ministri. Il Movimento 5 Stelle ha già detto di sì a superare la riforma Bonafede e ha detto di si anche quando ha autorizzato il voto di fiducia. Spero che tutti i partiti siano coerenti e che non sia necessario porre la questione di fiducia, che bastino i voti ordinari: un lavoro serio selettivo senza emendamenti della maggioranza per poter dare al Paese una risposta seria al tema della giustizia penale.

Italia Viva è il partito che crea meno problemi a Draghi. Perché?
Al di là di esternazioni e minacce, il Governo è molto solido. Draghi è la miglior soluzione per questo Paese, la sua capacità di mediazione non soddisfa tutte le nostre aspettative. Ma quella che propone Draghi è la migliore possibile.

Draghi fino alla fine della legislatura?
Lo do per scontato. Ci sono molte cose da fare. Da qui al 2026 dovremo spendere 100 milioni di euro al giorno. Bisogna correre e recuperare il tempo perso.

Teme agguati durante il semestre bianco?
No. Perché qualsiasi partito provi a spiegare agli italiani che bisogna sostituire Draghi con un’altra persona si prende una scarpa in faccia, questo è il Governo più autorevole che il paese poteva avere, anche alcuni Ministri che in altri governi valevano quel che valevano, nel Governo Draghi valgono di più.

Dove va Italia Viva? Né con Meloni né con Salvini ma neanche con i 5 Stelle e quindi neanche con il PD alleato di Conte. Gioco libero?
Noi abbiamo scelto di non pensare ai sondaggi e al nostro domani. Abbiamo preso attacchi da tutti da destra e da sinistra. Abbiamo fatto scelte difficili per mettere in campo le energie migliori per dare una prospettiva a questo Paese. La prossima campagna elettorale vedrà uno scenario completamente diverso. Conte non è più il Presidente del Consiglio, guida un partito identitario che ha subito molte sconfitte e che calerà nei sondaggi di mese in mese. In un anno è cambiato tutto. Nel prossimo anno e mezzo probabilmente cambieranno tante cose.

Ci sarà molto da inventare?
La nostra politica sarà molto più condizionata da quello che accade in Europa. I partiti diventeranno sempre più partiti europei. La maggioranza dei parlamentari di questa legislatura era nel 2018 anti-europea, anti-euro e si definiva populista. Adesso vai e chiedi in Parlamento quanti sono anti-europei e anti-euro. Nessuno. Quanti si definiscono populisti? Pochi. Tanto è cambiato. È un processo positivo. E io non definisco voltagabbana nessuno. Il nostro Ministro degli Esteri andava a manifestare con i gilet gialli ora scambia sms, con autorevolezza, con il suo collega francese. Sono contento che l’Italia e la politica abbiano fatto passi avanti. Ne devono fare ancora.