01/11/19
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Rosato: "Noi mai con Emiliano"

Rosato: "Noi mai con Emiliano"
Intervista di Michele Cozzi, Corriere del Mezzogiorno, 1 novembre 2019

Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, il nuovo partito fondato da Matteo Renzi: con un articolo sul "Corriere della Sera" il segretario del Pd, Zingaretti, ha decretato la morte del Pd e vi invita a non picconare. Che ne pensa?
"È un problema del Pd, non riguarda noi. Poi, per scelta, non voglio polemizzare con il Pd che ha altro poco da dire".

Il Paese appare molto radicalizzato, tra destra-destra e sinistra-sinistra. La scommessa di Italia Viva è di dare voce all'Italia che non si ritrova in questa polarizzazione. Ma lo spazio per lo sfondamento c'è?
"Sì, noi vogliamo coprire lo spazio di chi non pensa che le soluzoni possano essere urlate, estremizzate ed è il modo per recuperare gli elettori che non vanno più a votare".

Siete al governo eppure siete accusati di assumere l'atteggiamento alla Ghino di Tacco, di sollevare un problema al giorno. Siete voi la spina nel fianco del governo?
"No. Anzi deve ringraziare il nostro operato se rischia di meno. Abbiamo evitato l'aumento dell'iva e continueremo a lottare affinché questo governo no aumenti le tasse. E questo fa bene al governo che così non mette nelle mani di Salvini una serie di strumenti con cui continuare a fare una campagna demagogica. Proprio Salvini, poi, che le tasse le ha aumentate".

Sta passando la narrazione di una manovra con tante micro-tasse. C'è il rischio di impaurire il ceto medio?
Infatti. Un bel pezzo le abbiamo già tolte, il nostro impegno è togliere anche le altre. Gli italiani devono stare tranquilli, la pressione fiscale è già alta. Bisogna combattere l'evasione fiscale, non aumentare le tasse".

Il Sud e la manovra. C'è discontinuità rispetto al passato?
"Penso che la prima discontinuità che vada adottata sia quella di sbloccare gli investimenti che il governo precedente aveva neutralizzato. Poi il blocco dell'aumento dell'Iva è una misura che aiuta i redditi medio-bassi, e quindi di larghe fasce di popolazione del Mezzogiorno. Il Sud ha bisogno di una cura di fiducia che non deriva solo da scelte di carattere economico, ma da una forte strategia che questo governo deve mettere in campo, con azioni mirate a sollecitare investimenti e a rendere più agevoli gli interventi privati".

Al Sud c'è la questione industriale. A Napoli è esplosa la vertenza Whirpool, con centinaia di operai in bilico. In Puglia, l'emergenza-Ilva. C'è anche una narrazione di chi prospetta un futuro fondato su turismo, cultura, gastronomia. Qual è la vostra posizione?
"Campania e Puglia sono due grandi regioni industriali, la Basilicata ha importanti poli industriali, la Calabria potrebbe vivere molto di più di logistica. È chiaro che c'è un grande tema legato alle opportunità del turismo e della cultura. Ma senza industria il Paese non vive. Emblematiche in questa vicenda sono due questioni: Whirpool e l'Ilva di Taranto. Per il siderurgico la demagogia di Emiliano e del M5S continua a fare danni".

I rapporti con il M5S. Renzi ha fatto nascere il nuovo governo, ma ora siete contrari all'alleanza organica con il Movimento. È contraddittorio?
"L'alleanza strategica ha prodotto il disastro in Umbria. Le alleanze con il M5S possono nascere solo se mirate, scegliendo insieme un candidato, facendo un percorso sostenuto da una scelta politica legata al territorio. Non si può fare una scelta a prescindere, perché siamo a dialogare con chiunque, in presenza in un progetto convincente".

Avevate deciso di non presentare liste alle regionali. Ci state ripensando?
"Ci stanno spingendo tantissimi militanti. Alla tornata di maggio ci saremo in alcune Regioni, in altre valuteremo con il gruppo dirigente".

Potreste presentare una vostra lista in Puglia?
"In Puglia mai a sostegno di Emiliano".

Una bocciatura senza appello per Emiliano: è così?
"Questo dimostra la serietà del nostro approccio. È incompatibile sui programmi. Non è un fatto personale, ma è una incompatibilità di programmi, di progetti e di visioni".

Presenterete un vostro candidato? Elena Gentile, Fabiano Amati e Dario Stefano in alcune fasi sono stati, forse, vicini a Renzi, ma sono rimasti nel Pd. Qualcuno avrà il vostro appoggio?
"Sono tre esponenti del Pd che si candidano contro Emiliano. La prima curiosità è quella di capire cosa decide di fare il Partito Democratico, se sostenere Michele Emiliano o se sostenere un suo candidato".

Partecipereste alle primarie per la scelta del candidato presidente del centrosinistra?
"No, sono le primarie fatte da Emiliano per legittimare la sua candidatura".