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Rosato: "Lavoriamo perché Draghi resti fino alla scadenza naturale della legislatura"

Intervista di Loredana Lerose, "Cronache di Caserta", 16 luglio 2022.

La scelta di Giuseppe Conte e del M5S di aprire la crisi di governo, che ha portato alle dimissioni - poi respinte da Mattarella - del premier Mario Draghi, è una manovra di palazzo. Una scelta incondivisibile perfino per gli alleati del Pd. Che potrebbero approfittare del passo falso pentastellato per rompere l'alleanza giallorossa e recuperare Italia Viva. Al di là degli scenari futuri, a voler mantenere l'attenzione sul presente confidando nel buonsenso dei partiti affinché la crisi si risolva e si arrivi a fine legislatura è il vicepresidente della Camera di Iv, Ettore Rosato.

Onorevole, dal suo punto di vista qual è la motivazione reale che ha spinto Conte e i suoi ad aprire la crisi di governo?
Conte ha trovato un pretesto per riciclarsi. La motivazione reale è semplice: Conte ha pensato, a ragion veduta, che a marzo del 2023 lui non ci sarebbe arrivato come presidente del M5S così come non ci sarebbe arrivato il suo partito e quindi si è nascosto dietro ad un pretesto, anche abbastanza banale, come quello della semplificazione delle procedure per realizzare l'inceneritore per andare a elezioni anticipate. È difficile spiegare il Papeete di Conte, di sicuro è un'operazione di palazzo che racchiude interessi di parte che si scontrano con gli interessi del Paese, non ci resta che confidare che la buona politica prevalga su questi mezzucci.

Con la frammentazione dei partiti e le difficoltà interne ad ogni coalizione, il voto anticipato significa altri 5 anni di governi 'Arlecchino'?
In questo momento la mia attenzione non è su questo. Sono molto più interessato al fatto che questi mesi dovevano servire per approvare i provvedimenti per aumentare i redditi, per completare gli obiettivi del Pnrr, per concentrarsi sul predisporre l'ultima finanziaria di questa legislatura. Invece tutto questo non si può fare per l'impuntatura di Conte che da buon pifferaio magico ha trascinato giù dal burrone i suoi impreparati parlamentari.

Quindi come saranno i prossimi mesi per il Paese?
Noi lavoriamo perché Draghi prosegua il suo lavoro fino alla scadenza naturale della legislatura, il consenso in Parlamento lo ha e c'è la consapevolezza che nessuno potrebbe fare meglio di lui. Noi non possiamo che confidare sulla responsabilità di tutti i partiti certo non più in quello dei grillini su cui, tra l'altro, non abbiamo mai fatto troppo affidamento.

Lei pensa che sia ancora possibile arrivare a fine legislatura con una sorta di Draghi bis?
Lavoriamo, al di là dell`ottimismo o del pessimismo, su quella che è la strada più giusta per l'Italia. Continuiamo con equilibrio e rispetto per le scelte che Draghi dovrà fare a sottolineargli quanto il suo ruolo sia importante per il Paese. Credo che meglio di noi glielo abbia sottolineato il presidente Mattarella.

In diverse occasioni avete chiesto al Pd di 'ravvedersi' rispetto all'alleanza con il M5S per tornare a giocare nella stessa squadra. Crede che questa sia l'occasione giusta per farlo?
Dipende dal Pd. Loro hanno individuato in Conte il punto di riferimento della sinistra italiana. Se decidono di abbandonare il populismo di sinistra e tornare alla politica riformista troveranno da parte nostra sempre grande disponibilità al dialogo.