parlamento

Rosato: "Il campo largo? È soltanto un campo minato..."

Estratto dell'intervista di FraBo , "il Giornale", 23 luglio 2022.

Ettore Rosato, presidente di Italia Viva, commenta le parole del segretario Dem che ha di fatto aperto ad un'alleanza organica con l'ex capo politico del Movimento 5 Stelle per le elezioni del prossimo 25 settembre, sottolineando però di non avere intenzione di costruire una coalizione con Matteo Renzi e la sua formazione politica.

Rosato, Enrico Letta non vuole Iv in coalizione.
«Il problema per noi non è se piacciamo ad Enrico Letta. Il punto è cosa pensa il Partito Democratico rispetto al progetto per l'Italia. Hanno sposato la cultura giustizialista del Movimento 5 Stelle e noi siamo garantisti, come la Costituzione. Il Pd continua a dire no alle trivelle, no ai rigassificatori, e quindi no al futuro del nostro Paese. Il Pd difende il reddito di cittadinanza, mentre noi vogliamo occuparci della povertà e costruire delle condizioni per combattere la disoccupazione. L`elenco è lungo su quelle che sono le nostre distanze».

Quindi come vi presenterete alle elezioni?
«Noi pensiamo che ci sia un'area vasta, elettorale e culturale, che comprende i moderati che si sono riconosciuti nel governo Draghi. E che attende una casa. Noi vogliamo costruire questa casa».

Letta però ha aperto a Luigi Di Maio.
«Auguri».

Credo che rispetto al Partito Democratico abbiate «distanze» anche in materia di Giustizia, no?
«Io penso che il prossimo Parlamento debba intestarsi in maniera importante le riforme, cominciando dalla fine del bicameralismo fino a quella della giustizia. Serve una riforma che la renda più giusta e più rapida, difendendo il lavoro dei magistrati ma esigendo che, come tutti i pezzi della pubblica amministrazione, vengano valutati seriamente e rispondano degli errori» Comunque non sarete nel campo largo. «Il campo largo non è mai esistito, ma si trattava di un campo minato. Lo ha dimostrato ed è stata la causa principale della fine del governo Draghi. L'ostinazione del Pd nel difenderlo è stata la causa principale della fine del governo Draghi» .

Matteo Renzi ha raccontato di come il ministro della Cultura Dario Franceschini abbia provato a ricucire con Giuseppe Conte.
«Renzi ha raccontato quello che è accaduto. Del resto, se il Pd avesse fatto scelte diverse nei mesi precedenti, i 5 Stelle sarebbero stati messi all'angolo e non avrebbero avuto il diritto di veto sul governo, con la complicità di un centrodestra ingiustificabile sul non voto a Draghi».

Si sente di escludere che il Pd si presenti in maniera autonoma rispetto ai grillini?
«No, io penso che ci sia un gran lavorio in entrambi i fronti per riprovare a costruire una coalizione tra di loro. Noi andiamo con questa vasta area, in cui io vedo Calenda e tutti coloro che ci si riconoscono. Dobbiamo fare un tentativo, lo chiedono i nostri elettori. Non vedo ostacoli di contenuto e nessun ostacolo logico».

Volete insistere su "agenda Draghi"?
«Draghi che torna a Palazzo Chigi e si mette a lavorare per il prossimo decreto spiega meglio di tutto il gigantesco errore fatto».