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Riforma degli ITS, Toccafondi: "Un successo del Parlamento"

Intervista di Alessandra Ricciardi, "Italia Oggi", 12 luglio 2022.

La riforma è fatta. A regime cosa cambierà?
Mi lasci prima di tutto essere orgoglioso del lavoro fatto. La prima riforma del Pnrr del settore istruzione è stata fatta dal Parlamento e all’unanimità. In alcuni momenti mi è sembrato che l’unico che non apprezzasse il lavoro fosse il Ministero. Non si tratta di una rivoluzione ma di una revisione che ha un obiettivo, creare le condizioni per aumentare allievi e corsi. Sono stati rafforzati quelli che sappiamo essere i punti di forza degli Its: autonomia, valutazione, monitoraggio, rapporto con il mondo del lavoro. Ricordando che ci sono risorse importanti, 1,5 miliardi in 5 anni; sono soldi presi in prestito, non dimentichiamo: la priorità è non far perdere risorse pubbliche al paese e tempo ai ragazzi.  

Che responsabilità e competenze avranno le regioni?
Le regioni hanno un ruolo fondamentale: decidono se e quante fondazioni Its Academy far nascere. È una responsabilità immensa, possono far nascere le fondazioni necessarie a garantire corsi, magari in ogni provincia, oppure possono far nascere fondazioni senza criteri realmente oggettivi. Sono sicuro che prevarrà la prima possibilità ma la preoccupazione è tanta. Con la legge appena votata abbiamo inserito criteri stringenti per ottenere l’accreditamento e soprattutto per non perderlo. A questo scopo abbiamo rafforzato il monitoraggio nazionale e confermato che il 30% delle risorse sarà premiale. Le fondazioni che non funzionano avranno meno risorse e potranno perdere l’accreditamento. Le regioni dovranno rispondere di eventuali scelte sbagliate. Gli Its Academy devono nascere dove il mondo del lavoro “cerca ma non trova”, non devono nascere con logiche di “campanile”. Questa decisione passa solo e soltanto dalle singole regioni, che mi auguro ascolteranno il mondo produttivo che sa bene di quali tecnici qualificati c’è bisogno.

Finora gli Its sono stati vissuti come un esperimento. La scuola che ruolo ha nel far passare il messaggio di un secondo canale altamente formativo?
Quando scuola e mondo del lavoro dialogano, e gli Its ne sono un esempio eclatante, i risultati si vedono. Solo un problema culturale, che nasce da un pregiudizio ideologico, ci fa vedere la scuola e il lavoro come due mondi opposti. Questo paese deve togliersi i paraocchi e con realismo cambiare e molto il rapporto tra la scuola e tutto ciò che la circonda, professioni comprese, questo percorso va fatto in particolare con gli istituti professionali e tecnici. Altrimenti i ragazzi abbandonano o comunque non hanno dalla scuola ciò di cui hanno bisogno, come dimostrano i dati sulla dispersione esplicita e implicita che Invalsi ci consegna ogni anno.

Ma il ministero ha competenze per farlo?
Il ministero ha il dovere di farlo e ha pure la necessità di farlo visto che una riforma del Pnrr è proprio quella degli istituti professionali e tecnici. Sono convinto che questa volta il ministro Bianchi vorrà condividere con il Parlamento e con la sua maggioranza questa fondamentale riforma.

Il divario nord sud esiste anche per gli Its. Che strumenti di supporto si possono prevedere per attirare imprese e studenti?
Adesso occorre aumentare la quantità di corsi e allievi, arrivando fino a 100 mila iscritti, senza diminuire la qualità, ovvero la percentuale altissima di studenti che appena diplomati trovano lavoro. Per questo gli Its Academy devono funzionare da nord a sud. Fondamentale il ruolo delle regioni, l’ho detto, di Indire per il monitoraggio e del Ministero che dopo alcuni anni di assenza sul tema deve tornare a essere protagonista. Comunicazione, orientamento, ruolo collaborativo delle scuole, borse di studio, stage aziendali anche all’estero, credito d’imposta per le aziende che assumono, sono tutte novità contenute nella legge che sono state pensate per questo.