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Riforma fiscale, Marattin: "Ridurre il prelievo sulle buste paga"

Estratto dell'intervista di Enrico Marro, "Corriere della Sera", 11 giugno 2021.

Dopo che i partiti hanno presentato i loro documenti sulla riforma del fisco, le commissioni Finanze di Camera e Senato lavorano alla relazione conclusiva che fornirà al governo la traccia per il disegno di legge delega di luglio. Si può fare una riforma complessiva o ci si limiterà all'Irpef?
«Fin da gennaio ci siamo tarati su una riforma complessiva del sistema fiscale. Poi vedremo cosa sarà possibile fare», risponde il presidente della commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin (Italia Viva).

Come si possono mettere insieme la Lega che vuole la fiat tax e Leu che chiede la patrimoniale sui ricchi, il Pd che propone l'aumento delle tasse di successione e Forza Italia che le vuole abolirle?
«Con due ingredienti. Ogni forza politica deve essere pronta a rinunciare a qualcosa, in nome di un compromesso alto e coerente da costruire con responsabilità. E con la consapevolezza che il momento per mettere mano al fisco, dopo 50 anni, è questo; difficilmente queste condizioni ritorneranno».

Partiamo dall'Irpef. La strada percorribile sembra quella del passaggio tra 5 a tre aliquote, riducendo in particolare il prelievo tra 28 e 55 mila euro, dove oggi l'aliquota è del 38%. È così?
«Non è questione di numero delle aliquote legali, ma di andamento della progressività, oggi troppo ripida e pesante sul ceto medio. Il nostro obiettivo è semplificare e ridurre l'imposizione in particolare su quel segmento. Sui modi stiamo discutendo».

Ridurre le aliquote e magari abolire anche l'Irap come emerge dai documenti costerebbe decine di miliardi l'anno. Si può fare?
«Di superamento dell'Irap stiamo ragionando molto seriamente ma a parità di gettito, quindi inglobandola nell'Ires in modo da semplificare il quadro. Sul costo complessivo della riforma, le posso dire solo che personalmente spero in una riduzione del carico fiscale sul lavoro di almeno 10 miliardi l'anno. Altrimenti il Paese a crescere non tornerà più, pure con tutto il green e il digital che si vuole».

Alla fine, se la riforma ha un senso, qualcuno dovrà pagare meno tasse e qualcuno di più. Chi, secondo lei?
«Secondo me, a pagare meno dovrà essere chi lavora e produce, in particolare della fascia media. Se sarà necessario redistribuire il carico fiscale, dovrà essere nei confronti di ciò che non fa crescita. Ma a una condizione: in aggregato, la pressione fiscale deve diminuire, e di tanto».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa sul "Corriere della Sera".