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Riforma del fisco, Marattin: "Molte novità positive per le famiglie e le imprese"

L'intervento pubblicato da "il Messaggero" e "il Gazzettino", 25 marzo 2022

L'accordo politico c'è. Ora manca il via libera della Ragioneria generale dello Stato che si è presa qualche giorno per esaminare i testi. Poi la riforma del Fisco potrà tornare in Commissione finanze della Camera per un iter che, a questo punto, dovrebbe essere accelerato. Dopo la crisi sfiorata sul catasto, la maggioranza ha trovato un accordo "preventivo" per evitare ulteriori scivoloni.

Il nodo più complesso da sciogliere era quello della flat tax per gli autonomi. L'accordo raggiunto prevede che rimanga la tassa piatta del 15% per chi dichiara fino a 65 mila euro. Per chi supera la soglia ci sarà uno "scivolo" di due anni con una tassazione leggermente superiore, per poi approdare alla tassazione ordinaria. Questa sorta di "exit tax" tuttavia, varrà fino a una soglia predefinita di reddito. Cifre nei testi non ce ne sono, trattandosi di una delega. Ma è probabile che nei provvedimenti attuativi la soglia possa essere fissata a 100 mila euro. Confermato anche il sistema duale. I redditi da lavoro saranno soggetti all'Irpef, mentre i redditi da capitale avranno una loro tassazione separata. Per redditi da affitto, rendite finanziarie, interessi di Bot e Btp, ci sarà dunque una tassazione separata. Per il momento però, non ci sarà un'aliquota unica. Ce ne saranno due. Lo scopo è garantire un "atterraggio morbido", Nel testo della delega non sarà indicato il livello delle aliquote, ma l'ipotesi sarebbe quella del 15% e del 23%. A differenza di quanto avviene oggi, anche gli immobili commerciali ricadranno nella tassazione separata.

La delega conferma anche l'abolizione graduale totale dell'Irap. Un taglio netto che da solo vale 15 miliardi di euro. Stesso discorso per il secondo step della riduzione delle aliquote. Il primo è stato anticipato lo scorso anno con il passaggio da cinque a quattro scaglioni: 23%, 25%, 35% e 43%. Il passaggio successivo sarà 23%, 33% e 43%. Ma tutto dipenderà dalle risorse che il governo riuscirà a trovare. Se ne parlerà quindi, solo nella prossima manovra di bilancio. Arriva poi, l'abolizione del sistema di acconto e saldo per i versamenti fiscali degli autonomi. I pagamenti saranno mensili. Novità che potrebbe essere anticipata nel prossimo decreto sulle semplificazioni allo studio del governo. L'altra novità acquisita della delega fiscale riguarda le detrazioni Irpef, a partire da quelle per le spese sanitarie: sarà possibile in futuro fruire dello sconto fiscale del 19 per cento direttamente sul conto corrente - e quindi in tempi quasi immediati - invece che con la dichiarazione dei redditi dell'anno successivo. Acquistando ad esempio in farmacia medicine per 50 euro i relativi 9,5 di detrazione sarebbero accreditati sull'applicazione IoApp. per poi affluire sul conto dell'interessato. A condizione che la spesa sia saldata con mezzi di pagamento elettronici, quindi bancomat o carta di credito.

"Il faticoso lavoro di costruzione di un accordo è nella fase finale" - spiega al "Messaggero" Luigi Marattin, presidente della Commissione finanze e relatore del provvedimento - "e contiene molte potenziali novità positive per famiglie e imprese, alle quali le Commissioni Finanze lavorano da più di un anno. Valuteremo nelle prossime ore i passi successivi, e la relativa tempistica, per assicurarci di mettere in cassaforte il risultato".