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Renzi a Udine: "Con noi al 10% è possibile il ritorno di Draghi"

L'intervento sul “Messaggero Veneto”, 17 settembre 2022.

Sul palco Renzi è protagonista, strappa applausi e coinvolge la folla; la sua ultima volta a Udine in veste ufficiale era datata 2017. Era l'epoca del "treno dei desideri" con cui Matteo Renzi girava l'Italia in vista della campagna elettorale per le politiche, che si sarebbe aperta da lì a qualche mese. 

Il numero uno d'Italia Viva arriva a Udine nel pomeriggio, dopo la tappa di Trieste e prima della presentazione del suo libro a Pordenonelegge. Ad attenderlo in sala Madrassi ci sono trecento sostenitori con, in prima fila, la vicepresidente di Confindustria Udine. 

Renzi sferza il Pd sul tema del lavoro. «Un vero partito riformista - dice - è quello capace di creare posti di lavoro. Grazie al Jobs Act, dalla sua introduzione e fino all'ultimo giorno del Governo Gentiloni, ne sono stati creati quasi 1 milione 300 mila, di cui la metà a tempo indeterminato. Se il Pd se ne vergogna non fa altro che dare ancora più soddisfazione alla motivazione di stare da un'altra parte. Evidentemente al segretario regionale, e al Pd, piace il reddito di cittadinanza a dimostrazione di come sia diventato il partito dei sussidi. Noi siamo il partito del lavoro, loro ormai sono uguali ai grillini e allora suggerisco al Pd di cambiare direttamente nome e di chiamarsi M5s. Mi parrebbe una soluzione logica e razionale anche dopo la geniale proposta di Enrico Letta di aumentare le tasse».

Poi c'è il centrodestra. «Una coalizione ricca di contraddizioni – continua –, ma io non penso che abbia già vinto, perchè credo che a vincere saremo noi. Certo, non intendo dire che prenderemo più voti, ma semplicemente che riusciremo a raggiungere quel 10% con il quale saremo in grado di convincere il presidente Mario Draghi a restare a palazzo Chigi. Siamo orgogliosi di averlo portato a vestire i panni del presidente del Consiglio e vogliamo che resti al suo posto. I sondaggi? Non si può parlarne in questo momento, ma posso assicurare a tutti che siamo in crescita».

In mattinata, a Trieste
Renzi aveva promesso la nascita di un partito unico dopo le elezioni. A Udine guarda anche più in là. «La scommessa di Carlo Calenda e del sottoscritto – conclude – è quella di un grande risultato elettorale alle Europee del 2024 e, nel caso in cui passi la riforma del sindaco d'Italia, anche alle Politiche successive». Prima, però, ci sarebbero anche le Regionali del prossimo anno in Friuli Venezia Giulia. «E quando sarà il momento ne parleremo e decideremo cosa fare» dice sorridendo, prima di entrare in sala.