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Renzi: «Sorrentino, un film sull'amore e la politica»

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Intervento di Matteo Renzi su «Il Mattino» del 05-01-2026

"Per me “La Grazia” di Paolo Sorrentino è un capolavoro, uno dei migliori film del regista napoletano. Rivolgendosi al Presidente della Repubblica Mariano De Santis, il suo consigliere militare a un certo punto dice: “Pensavamo che la disciplina e il diritto ci esautorassero dalla responsabilità di avere una sensibilità.
Non è la frase che mi ha colpito di più del film, ma confesso di essermela segnata sulle note dell’Iphone mentre ero al cinema perché l’ho sentita vera, anche per me.

Noi politici fatichiamo a mostrare di avere una sensibilità. Quando siamo costretti a postare certi contenuti sui social, magari, si capisce che – in fondo, in fondo – anche noi abbiamo delle emozioni. Ma la verità è che siamo percepiti come robot che pensano solo al successo, ai voti, all’immagine.
Nel cuore di un uomo di potere convivono e si affollano mille emozioni. Sapersi districare in questa selva non è semplice per chi non ha mai provato quell’esperienza. E per me in questo Sorrentino è stato bravissimo, anche aiutato dalla magistrale interpretazione di Toni Servillo (affiancato secondo me molto bene dalla bravissima Anna Ferzetti).

"La Grazia" è un film su molte cose. Sull’amore, innanzitutto. E può sembrare strano che un film ambientato al Quirinale sia segnato da una storia di amore bellissima e struggente. Ma è anche un film sulla politica, sul potere, sul diritto, sul dilemma morale, sull’età, sul rapporto tra generazioni, sul rapporto con la fede e con il mistero. È un film di Sorrentino che mi fa pensare più a "Le conseguenze dell’amore" che non a "Partenope". Ma in realtà è un film che semplicemente sento molto umano.

Chi fa politica spesso è fatto di cemento armato, per usare il soprannome di De Santis. E come dice l’amica del Presidente nel corso di una cena al Colle “voi politici intrattenete un rapporto isterico con la verità”. Ma se anche chi è fatto di cemento armato e intrattiene un rapporto isterico con la verità esce dalla sala cinematografica dopo aver riso, dopo aver pianto, dopo aver pensato significa che quest’opera ha fatto centro, davvero. Alla fine la vera domanda è una sola: “di chi sono i nostri giorni?” E la risposta finale è impeccabile: “Sono nostri ma il paradosso è che non basta un’intera vita per comprenderlo.” È vero, non basta una vita intera. Però centoventi minuti di film, forse, aiutano a farlo. E alla fine il cinema serve anche a questo."

Matteo Renzi