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Renzi: “Serve la diplomazia per arrivare alla pace”

Estratto dell'intervista di Carlo Bertini, "la Stampa", 23 marzo 2022.

«La reazione a Putin va calibrata, nessuno scherzi con l'atomica», avverte Matteo Renzi. Invoca un ruolo nelle trattative dell'Europa, «che deve dare chance alla pace», mettendo in campo figure come la Merkel o Prodi. E bolla il presidente russo come «immorale, ma non umorale, perché vuole cambiare l'ordine mondiale». Ma l'ex premier liquida, «purtroppo, la narrazione di una Russia piegata dal sequestro degli yacht degli oligarchi». Sperando però che da questo choc, così come avvenuto per il Covid, l'Europa possa crescere, magari anche con un esercito comune: «Ora o mai più».

Appena uscito da Montecitorio, dove ha ascoltato il discorso «emozionante» di Zelensky, Renzi mette i puntini sulle i: «Anche chi vuole a tutti i costi una pace frutto della diplomazia, deve riconoscere che c'è un aggredito e un aggressore. Chi li mette sullo stesso piano compie un grave errore politico».

Come le è sembrato l'intervento di Zelensky, rispetto agli altri suoi discorsi ai parlamenti Usa o israeliano?
«Un uomo coraggioso ma ovviamente provato da un mese di angoscia. Questa non è Netflix, è la guerra e Zelensky lo sa meglio di tutti. Forse meno forte di altri interventi analoghi, ma comunque un discorso orgoglioso e commosso».

Ha mantenuto toni moderati senza chiedere armi e una no-fly zone forse perché si sta lavorando più intensamente ad un accordo per via diplomatica?
«Spero che sia così. La no-fly zone non esiste: sarebbe l'inizio della terza guerra mondiale. E considerato il numero delle testate nucleari della Russia sarebbe la fine del pianeta. Putin è il responsabile di questa situazione, nessuna giustificazione per lui. Ma la reazione deve essere calibrata: nessuno può scherzare con l'atomica».

Lei sostiene che l'Ue deve acquisire un ruolo di guida sul fronte diplomatico con un mediatore di alto profilo come Merkel o Prodi. Ma da un mese se ne parla e non si muove niente in tal senso. Perché?
«Io dal 24 febbraio dico che l'Europa fa bene a inasprire le sanzioni ma deve dare una chance alla pace. E per farlo serve la diplomazia. Ci sono presunti statisti in miniatura che pensano che la diplomazia vada bene solo in tempo di pace. Ma questo serve per chi pensa agli ambasciatori come personaggi da tartine e Ferrero Rocher: la diplomazia serve proprio nei momenti di rottura. Serve ad evitare il peggio. I russi sono colpevoli di un'aggressione, ma proprio per questo bisogna parlare con loro. Ci stanno provando israeliani, cinesi, turchi: deve farlo anche la vecchia Europa. Secondo me la Merkel è la più adatta ma una figura come Prodi va benissimo: conosce bene la Russia, ha lavorato con alcuni governi della regione, ha guidato l'Europa. Si scelga Angela, si scelga Romano, l'importante è che si muova l'Europa».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.