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Renzi: "La prima proposta sarà ripristinare Italia Sicura"

La notizia sul "Corriere Fiorentino", 18 settembre 2022.

È un Matteo Renzi ottimista, accompagnato dai suoi fedelissimi fiorentini Francesco Bonifazi e Stefania Saccardi, entrambi candidati al Parlamento, dall'eurodeputato e coordinatore regionale di Italia Viva Nicola Danti, dalla capolista Lucia Annibali, e da alcuni ragazzi, quello che ieri mattina ha chiamato la stampa alla Rari Nantes Florentia, la storica società di nuoto e pallanuoto di Firenze. 

Renzi ha ribadito, partendo dalla tragedia delle Marche, che la prima proposta di legge che presenterà se rieletto sarà per istituire di nuovo l'unità di missione del governo «Italia sicura» contro il dissesto idrogeologico e per la sicurezza di fiumi e torrenti. Ma non solo: «I sondaggi non si possono dire - dice - ma faremo un buon risultato sia in Toscana che a Firenze. Alla Camera da Firenze andranno due dei nostri - Annibali e Bonifazi - e al Senato sono ottimista che con i resti posta scattare anche il secondo seggio, per Stefania Saccardi». Non lo frena neppure il no di Draghi ad un secondo mandato.

«È evidente - commenta - che alla domanda posta da un giornalista Draghi debba dire: no, non lo faccio. La domanda potrebbe fargliela Mattarella se il Terzo polo prendesse il 10%: in quel caso le cose cambierebbero. Penso che il Terzo polo abbia un grande futuro. Mentre a destra si sentono già gli scricchiolii, la stessa cosa avverrà anche a sinistra. Se M5s farà un buon risultato un pezzo di Pd sarà fatalmente attratto dai 5 Stelle. Per noi si aprirà una stagione interessantissima perché pescheremo a destra e a sinistra». Sul tema delle infrastrutture ha ripetuto che vanno fatte, a cominciare dalla nuova pista dell'aeroporto di Firenze, attaccando il Pd su questo «Chi vuole la decrescita felice vota Pd o Movimento cinque Stelle, tanto pari sono; chi vuole uno sviluppo del territorio vota noi» - e sul rischio idrogeologico e l'unità di missione che varò durante il suo governo e fu smantellata nel 2018 sottolinea: «La politica non può essere quella del "giorno dopo" le tragedie, serve prevenzione, soldi e vanno saputi spendere. Sul fiume Misa, a Senigallia, noi abbiamo messo i soldi e non li hanno spesi».

«Quando c'era stata l'alluvione del 2014 stanziammo 45 milioni e il fatto che ci sia stata la chiusura dell'unità di missione ha allungato i tempi - aggiunge, con al fianco gli ex dirigenti della struttura, Erasmo D'Angelis e Mauro Grassi - Avevamo messo i soldi, ma il progetto è stato fatto nel 2020, troppo tardi perché così il cantiere apre ad inizio 2022. I soldi il governo Renzi li ha messi nel 2014, se avessimo fatto le opere immediatamente non piangeremo la situazione com'è». «La nostra prima proposta di legge sarà per ripristinarla. Grazie a noi, ai nostri fondi e progetti - conclude - l'Arno a Firenze nel 2026 sarà in sicurezza anche con una alluvione come nel 1966».