05/04/20
parlamento

Renzi: “Ora liquidità per aziende e famiglie”

Intervista di Antonella Coppari, QN Giorno/Carlino/Nazione, 5 aprile 2020

«Sul decreto liquidità mi sembra che il governo abbia imboccato la direzione giusta, altro che click day da 600 euro gestiti in modo assurdo dal presidente dell’Inps». Si definisce ottimista, Matteo Renzi, leader di Italia viva, nelle ore in cui si limano i dettagli del provvedimento.

Come funzionerà?

«Le banche bonificano subito il 25% del fatturato 2019 alle piccole e medie imprese e alle partite Iva. Che restituiscono tale cifra in 100 rate mensili, a zero interessi dal gennaio 2022».

Gualtieri annuncia che la garanzia statale sarà del 100% fino a 800mila euro. Poi al 90%.

«Visto che l`Europa l’ha autorizzato, dobbiamo arrivare al 100%. Intendiamoci: tecnicamente la garanzia del 90% è più che sufficiente. Ma se non dai il 100% la pratica deve essere istruita dalla banca e passano le settimane. Le aziende hanno bisogno di soldi adesso, non tra un mese. Con il 100% non si perde un minuto».

E qual è il suo piano per accelerare le riaperture?

«Ci vorranno anni prima di tornare ad abbracciarsi. Ma nel frattempo non possiamo morire di fame. E allora bisogna gestire la ripartenza. I giovani e le donne reggono questo virus meglio degli altri, questo ci deve far riflettere: forse gli uomini anziani dovranno uscire qualche settimana dopo gli altri, purtroppo. Ma chi può lavorare - se l’azienda assicura i test sierologici, le mascherine, le protezioni - deve lavorare. O vogliamo passare dalla pandemia alla carestia?».

Secondo alcuni sarà impossibile riaprire le scuole.

«Io sono per riaprire almeno le scuole per chi fa la maturità e l’esame di terza media. Non mi piace la logica del sei politico. E quindi vorrei che gli esami fossero veri esami. Se però il ministro ha deciso di non riaprire le scuole, e spero che non sia cosi, almeno che partano subito i lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza degli edifici».

Intanto la Bbc vara un programma di aiuto agli studenti: perché la Rai non fa lo stesso?

«Anche io sogno una Rai capace di fare un talk politico in meno e una trasmissione educativa in più. Non voglio tornare ai mitici tempi del Maestro Manzi, ma trasmissioni con professori che spiegano storia, filosofia, letteratura, che ti preparano su matematica o sulle lingue sarebbero fantastiche. Questo non sostituirebbe, ma aiuterebbe il preziosissimo lavoro dei professori che stanno facendo lezioni online e sono bravissimi. lo vedo mia moglie e le sue colleghe che lavorano più di prima».

L’attacco alla sua famiglia era contro di lei o frutto della sindrome del controllo del vicino?

«Da anni convivo con una incredibile valanga di fake news. Ma fa male veder la gente che attacca e condanna i miei figli per una cosa totalmente inventata. Poi mi dico che ci sono altri problemi, più gravi. Vedo la gente che muore. E dico: se mi attaccano per una partita di pallavolo sono un uomo fortunato. Perché posso giocare con mia moglie e i miei figli. Ovviamente chiederò i danni in sede civile e penale a tutti coloro che diffamano. E credo nella giustizia».

E nel reddito d’emergenza crede?

«Dare una mano a chi in una fase transitoria non ce la fa è sacrosanto. Dopodiché con cassa integrazione e il decreto liquidità che abbiamo proposto a Gualtieri la stragrande maggioranza delle persone è sicura. Se servono ulteriori aiuti, bene. Ma il reddito universale per tutti come propone Grillo non ha senso».

Ha senso il Mes che ci propone l`Europa?

«Attaccare l’Europa è un comodo alibi. Ma la verità è che ha fatto moltissimo. Se non ci fosse stata la Bce l’Italia sarebbe già saltata. Non ci sono più i vincoli del Patto di stabilità. È arrivata l’iniziativa contro la disoccupazione che con Padoan proponevamo dal 2015. Certo, servirebbero gli Eurobond però l’Europa non è il nostro problema: è parte della soluzione».