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Renzi a Nuoro per Controcorrente: "I soldi dell'Europa per salvare la sanità dell'Isola"

La visita dell'ex Premier a Nuoro per presentare il suo ultimo libro, su "l'Unione Sarda" del 24 ottobre 2021

Renzi: "La Sardegna colga l'occasione del Pnrr"  

«Se non avessimo avuto il vaccino oggi avremmo un`infinità dimorti e una situazione devastante - ha esordito ieri sera a Nuoro il leader di Italia Viva Matteo Renzi davanti a una sala gremita che lo ha acclamato come una star - Così, trovo giusto il metodo del governo austriaco: qualora dovessero esserci dei nuovi lockdown, li farei ricadere solo sui non vaccinati. D`altronde credo che aumenteranno di nuovo i casi di positività al Covid pure in Italia. Comunque, io sarei per l`obbligatorietà del vaccino: ho paura che senza la terza dose, i farmaci monoclonali e un investimento in sanità, non si vada da nessuna parte. intanto, per la sanità sarda e nuorese ricordo che servono i soldi del Mes (Meccanismo europeo di stabilità)».

Fiume in piena Una chiacchierata promozionale, con un libro appena arrivato in libreria ("Controcorrente") da presentare anche in terra sar
da, diventa un`intervista intensa. L`incontro allestito nella sala conferenze della Camera di commercio, moderato dal giornalista del Tgr Rai Paolo Mastino, ha mostrato un Renzi in grande spolvero, deciso a rivendicare i propri meriti e ad indicare i limiti altrui, a cominciare dai pentastellati. Fiero della sua «impopolarità», della mossa che ha portato alla caduta del governo Conte e all`arrivo di Mario Draghi.

«Ci hanno accusato di aver creato problemi al Paese in piena pandemia, invece li abbiamo risolti - ha tuonato - dovevamo evitare che l`Italia finisse nelle mani di una destra antieuropea e sovranista, che in quel momento avrebbe eletto Matteo Salvini premier e Giorgia Meloni vice. Saremmo stati il Paese-zimbello d`Europa. Abbiamo salvato l`Italia anche contro il Pd di allora. Dovrebbero dirci grazie. Ma apprezziamo anche un non spudorato silenzio ».


Nel mirino del senatore di Rignano ci sono soprattutto Giuseppe Conte e il suo portavoce Rocco Casalino. «Hanno sempre gridato "onestà, onestà". Oggi chi ha creduto negli ideali del Movimento dovrebbe chiedersi perché dalle 5 stelle si è passati al 5 per cento, e non mi riferisco al consenso: è la provvigione che gli amici di Conte chiedevano per interferire nella vicenda delle mascherine. Ci diano almeno la soddisfazione morale di fare una commissione d`inchiesta. Al momento dicono tutti si a parole, ma nessuno la vota. Non escludo nelle prossime settimane di fare un`azione eclatante».
Poi un`altra stoccata: «Grazie al fatto che noi sappiamo fare politica, questi signori che avevano il consenso 
del 75%, oggi si occupano delle beghe interne, di Danilo Toninelli e Barbara Lezzi».

Se l'ex premier Conte alza le barricate a difesa della misura simbolo del Movimento - «prima di abolire il reddito di cittadinanza dovranno passare sul mio cadavere» - Renzi non ha nessuna intenzione di ammorbidire i toni: «Dando 450 euro al mese non si tolgono certo le persone dalla povertà - conclude il senatore di Italia Viva - Per fare questo servono educazione, lavoro, sanità. Con 450 euro tieni le persone dentro la povertà, alimenti la cultura del voto di scambio e il lavoro nero».