23/05/21
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Renzi: "No a nuove tasse, sì alla commissione sul Covid"

Estratto dell'intervista di Fabio Martini, "la Stampa", 23 maggio 2021.

Matteo Renzi, il presidente Sergio Mattarella ha annunciato che fra nove mesi intende riposarsi: per lei, come per Salvini, il migliore futuro Capo dello Stato si chiama Mario Draghi?
«Parlare dei candidati alla Presidenza della Repubblica è scorretto innanzitutto verso una persona che si chiama Sergio Mattarella e che fino all'ultimo ha il diritto - e lui aggiungerebbe il dovere - di svolgere l'alta funzione assegnatagli dal Parlamento ne12015. Si voterà a febbraio del 2022, c'è ancora molto tempo».

Durante la visita del procuratore americano Barr pensa si siamo consumati traffici opachi?
«Non ho mai parlato di traffici opachi, certo in quella vicenda si è scelta una strada irrituale. Ma se vogliamo parlare di scandali prima o poi qualcuno dovrà pur mettere la testa su altro...».

Su cosa?
«Su quel miliardo e mezzo di euro spesi dal commissario Arcuri tra siringhe speciali, gel, ventilatori cinesi acquistati grazie ai buoni uffici dell'onorevole D'Alema ma non funzionanti, mascherine spesso non a norma, banchi a rotelle. Chiedo una commissione di inchiesta su questi temi, ma mi stupisce il silenzio di tante forze politiche. Mentre gli italiani morivano di Covid c'è stato qualcuno che si è arricchito in modo illecito?».

Sta avvicinandosi il momento in cui sarà impossibile continuare con la spesa pubblica a piè di lista: la proposta di Letta non anticipa i tempi?
«La dote ai diciottenni è un'ottima idea, ma non con la patrimoniale o la tassa di successione: aumentare le tasse è un errore grave, sempre. Farlo adesso un'assurdità. Letta avanza proposte più per posizionamento interno che non per altro. Come sulle donne: ho letto che vorrebbe donne sacerdote. Proposta interessante, certo. Ma mentre la Chiesa decide su questo problema millenario perché il Pd non vota qualche donna sindaco in una grande città?».

Le pare giusto continuare a "dare" ai super-ricchi anziché chiedere loro un contributo?
«Troppo facile spremere i cittadini anziché tagliare le spese. Sul tema c'è una distanza siderale tra me e Letta. Enrico è stato l'ultimo premier ad aumentare l'Iva, per me le tasse andavano diminuite, cosa che il mio governo ha fatto con Imu e Irap. Le differenze erano su questo, non sullo "stai sereno"».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.