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Renzi: "La NATO e l'Unione Europea parlino con una voce sola"

L'intervento in Senato del 25 febbraio 2022.

Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, siamo con lei, siamo con il Governo e apprezziamo il tono delle sue dichiarazioni e l'appello finale che ha fatto all'unità.

Utilizzerò i cinque minuti a disposizione per cinque flash. Il primo: non credo che Putin stia cercando nel passato le motivazioni dell'intervento di questi giorni in Ucraina; non credo, cioè, che, al di là dell'armamentario ideologico e dei discorsi che ha fatto, egli immagini di riscrivere la storia. Putin ha in testa un disegno per il futuro, non per il passato, e se vogliamo cercare la base ideologica del suo intervento si vada a rileggere il documento firmato insieme da Putin e Xi Jinping il 4 febbraio 2022 a Pechino: c'è l'idea di cambiare l'ordine mondiale. Questo è il punto in discussione; se non partiamo da qui non cogliamo la gravità della situazione che stiamo vivendo.

Il secondo punto: se è vero questo principio, la NATO e l'Unione europea vivono un momento di sfida enorme. Non lo stanno facendo contro la NATO e l'Unione europea, semplicemente non le considerano. C'è l'idea di organizzare e costruire un nuovo mondo che parta dalle oggettive difficoltà della NATO - ricordiamo le parole di Macron, due anni e mezzo fa, sulla morte cerebrale della NATO - e che immagini, come diceva giustamente il collega Bressa qualche istante fa, altri soggetti protagonisti a livello istituzionale, dall'India al Sud-Est Asiatico (e non soltanto Sud-Est). Dunque, la NATO e l'Unione Europea parlino con una voce sola.

Nel nostro piccolo abbiamo fatto una proposta: ci sia un inviato speciale dell'Unione europea e della NATO che sia possibilmente lo stesso. Per questo abbiamo proposto una figura autorevole e credibile qual è quella di Angela Merkel.

Terzo punto: le sanzioni sono inevitabili, lo dicono tutti, sono giuste. C'è un dato di fatto che il presidente Draghi ha ricordato molto giustamente: le sanzioni le paghiamo anche noi, e se è vero che l'Unione europea ha costituito un fondo da 5,4 miliardi di euro per l'emergenza Brexit, è altrettanto vero che occorre un fondo quantomeno doppio per agevolare e in qualche modo aiutare le aziende che saranno colpite dalle sanzioni in Italia e nel resto d'Europa; anche su questo si dimostra la solidarietà.

Quarto punto: sull'energia condividiamo dalla A alla Z ciò che ha detto il presidente Draghi; non c'è da aggiungere altro se non che attendere che i provvedimenti che il Governo vorrà attuare siano portati in Parlamento. Noi da subito, signor Presidente, le assicuriamo il nostro sostegno convinto e determinato.

Quinto e ultimo punto prima della conclusione: forse qualche Paese dell'area Visegrád, quando vedrà arrivare qualche centinaio di migliaia di profughi, capirà che il sistema di accoglienza dell'immigrazione basato sull'accordo di Dublino non funziona più. Noi viviamo con grandissima sofferenza la catastrofe umanitaria in corso in Ucraina. Questa catastrofe umanitaria farà arrivare i profughi alle porte di quei Paesi, che per anni hanno voltato la testa all'Italia e agli altri Paesi del Mediterraneo, respingendo le modifiche dell'accordo di Dublino. Sono cinque delle tante questioni che si pongono davanti a noi.

Signor Presidente del Consiglio, io sono d'accordo con lei. Non credo che Putin abbia fatto un colpo a sorpresa. È un'operazione pianificata scientificamente, partita, a mio giudizio, quando il Presidente russo ha visto l'atteggiamento della comunità occidentale in Afghanistan. Nel 2013 l'amministrazione Obama non interviene in Siria e sei mesi dopo i russi intervengono in Crimea. Dopo ciò che è accaduto in Afghanistan, sei mesi dopo è arrivata l'Ucraina.

È fondamentale che tutti noi ci stringiamo di fronte al presidente del Consiglio Draghi e al presidente Mattarella, per portare alta e forte la voce dell'Italia e dell'Europa

Chi lo desidera può rivedere qui di seguito l'intervento.

https://youtu.be/hr_vm1liRWs