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Renzi: “In Toscana schiero i big contro il Pd. Letta-Calenda accozzaglia perdente”

Intervista di Mario Neri, “il Tirreno”, 4 agosto 2022.

Altro che finito. Matteo Renzi giura che la «vera sorpresa» di queste elezioni saranno lui e la sua creatura finora mai decollata nei sondaggi. Tanto che ne è convinto: non dovrà dire addio (o arrivederci) alla politica. «Farò ancora il parlamentare». E per riuscirci ha chiesto ai suoi di «metterci la faccia». Schiererà i migliori, i big toscani nei collegi uninominali e sfiderà il Pd e Letta, che hanno dato vita a «un'accozzaglia». Se poi i dem volessero fargliela pagare ed estromettere Italia Viva dalla giunta Giani, «eccomi, sono pronto». Non solo. Soffierà, dice, pure voti a Carlo Calenda, colpevole di aver accettato un accrocchio elettorale solo per le poltrone e non per le idee. Insomma, il senatore di Rignano non s'è ancora dato per vinto, nonostante tutto sembri correre in direzione ostinata e contraria.

Senatore Renzi, Italia Viva correrà da sola o c'è ancora margine per un accordo al Pd?
«Il Pd ha chiuso le porte a chi lo ha guidato per anni. Preferiscono allearsi con Brunetta e Di Maio anziché con noi. Ne prendiamo atto. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei».

Era stato avvertito da Calenda del patto con Letta? A questo punto è da escludere un'alleanza anche con Azione?
«Abbiamo proposto a Calenda di guidare un polo riformista che potesse arrivare al 10%. Avrebbe preso molti voti, davvero molti voti, alla destra. E solo questa soluzione sarebbe stata in grado di indebolire la Meloni. La scelta di fare una grande ammucchiata che propone come primo atto di aumentare le tasse, invece, è un errore. Ho spiegato questa cosa a chi nel Pd mi ha chiamato, non Letta per intenderci. Dicono che sbaglio io e che loro così vinceranno. Secondo me questa scelta sarà una catastrofe per il centrosinistra. Vedremo il 26 settembre chi avrà avuto ragione e apriremo una discussione pubblica».

Darete battaglia al Pd nei collegi uninominali? Schiererete Saccardi, Danti, Scaramelli, Cosimi, Boschi?
«Non daremo battaglia contro il Pd. Noi daremo battaglia per le nostre idee. La squadra in campo? La decideremo la settimana prossima. È certo che chiederemo a molti dei nostri di metterci la faccia. A noi non piacciono gli occhi di tigre: a noi piacciono i cuori generosi. E vedrà che non resterete delusi».

E lei dove correrà? In Toscana?
«Anche in Toscana certo. Ma non abbiamo ancora deciso. Per noi prima vengono le idee, poi i nomi».

Nel caso in cui il Pd perdesse uno o più collegi in cui avrete schierato i vostri big, crede che potrebbe aprirsi una crisi di maggioranza in Regione?
«Eugenio Giani è un politico accorto. Sa benissimo che non si può permettere una crisi regionale. Ma se qualcuno nel Pd vorrà fare i conti in Toscana dopo aver detto a tutti che a livello nazionale facciamo perdere i voti, beh, eccoci. Facciano pure. Se la loro brillante strategia consegnerà l'Italia alla Meloni, non credo che il giorno dopo vorranno provare a consegnare alla destra anche la Toscana. Comunque facciano loro. Io ora penso al Paese, all'inflazione, alle tasse, al lavoro, alla sanità. Poi se qualcuno vuole che ci occupiamo di Via Cavour a Firenze, sa dove trovarci».

Se invece entrasse nell'accordo con il Pd e Azione, che percentuale dei collegi chiederebbe o comunque avrebbe chiesto?
«Zero. Semplicemente perché io penso che la politica si faccia con le idee, non coi collegi. Mi chiamo Matteo Renzi, io, non sono Di Maio».

Siete una delle molte liste di centro. Come vi presenterete agli elettori: Italia Viva è un partito centrista, di centrosinistra, progressista... O di centrodestra?
«Italia Viva è un partito riformista che prenderà voti essenzialmente da tre contenitori di delusi. Chi è deluso dalla destra che doveva essere europeista e si è consegnato alla coppia Meloni-Salvini. Chi è deluso dal Pd che doveva essere riformista e si è spostato sulla sinistra più dura. Chi è deluso da Azione che doveva fare il terzo polo e si è spartito qualche seggio. Però non saremo una delle tante liste di centro: saremo l'unico schieramento moderato e riformista».

Teme la competizione con Azione? Il vostro elettorato potrebbe sovrapporsi: come vi differenzierete?
«Nessuna competizione. Loro hanno scelto i seggi, noi ci teniamo le idee. E alla fine vedremo chi avrà fatto la scelta migliore».

Siete mai stati tentati dall'ipotesi di stare nel campo del centrodestra?
«No. Noi siamo quelli che hanno voluto e portato Draghi a Palazzo Chigi. Il centrodestra e Conte sono quelli che lo hanno mandato a casa».

Azione ha imposto il "sì" al rigassificatore di Piombino come uno dei puntelli dell'alleanza elettorale. Italia Viva come si schiera di fronte a quest'opera?
«Noi siamo a favore. Fratelli d'Italia e Pd che dicono?».

Che cosa farà se non dovesse essere rieletto in Parlamento?
«Continuerò a fare quello che sto facendo: incarichi internazionali, conferenze, collaborazioni. E tra le cose che continuerò a fare c'è anche il parlamentare. Perché mi creda: noi supereremo tranquillamente la soglia. E saremo la sorpresa delle elezioni. Non ha idea di quanta gente ci stia cercando in queste ore: saremo la vera, grande, sorpresa delle elezioni».