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Renzi: "Conte si scusi e ritrovi lucidità. Altrimenti, pronti a farlo cadere"

Estratto dell'intervista di Daniel Verdù, "la Stampa", 12 dicembre 2020.

Matteo Renzi (Firenze, 45 anni), ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva, un anno e mezzo fa, in piena estate, ha guidato uno storico assalto politico che ha destituito Matteo Salvini dall'esecutivo e ha fatto nascere un nuovo governo. Il fiorentino, il migliore in questo tipo di partite a scacchi parlamentari, accettò che Giuseppe Conte restasse alla guida del nuovo esecutivo. Oggi, però, minaccia di usare la sua forza parlamentare (30 deputati e 18 senatori) per farlo cadere, se il Presidente del Consiglio non accetterà di cambiare radicalmente la struttura che ha progettato per distribuire i 209 miliardi di euro di fondi europei che l'Italia riceverà. La situazione è critica e arriva nel momento peggiore. Ma Renzi questa volta è disposto ad andare fino in fondo. Se cade il governo, come afferma in un'intervista telefonica a El País, non ci sarebbero difficoltà a formare un altro esecutivo.

Mercoledì in Senato lei ha avvertito il premier che farà cadere il governo se non revocherà la sua decisione di affidare la gestione dei fondi di recupero europei a una task force. Sarà ascoltato?
«Penso che tornerà sui suoi passi. È stato nominato presidente del Consiglio dopo che un anno e mezzo fa in Parlamento abbiamo effettuato una manovra contro Salvini. Ed è stata una bella operazione perché, tra l'altro, il Movimento 5 Stelle, che era contro l'Europa, oggi è europeista e cerca di entrare nel gruppo di Emmanuel Macron (Renew Europe). Questo è un capolavoro tattico. Conte ha lavorato per andare avanti durante la pandemia. E in alcune cose ha fatto meglio che in altre. Ma non si può accettare che in nome dell'emergenza, a 10 mesi dal suo insorgere, si arroghi tutti i poteri dello Stato per disporre di quei 200 miliardi. Non abbiamo mandato via Salvini per questo».

Italia Viva è l'ago della bilancia di questo esecutivo. Farà cadere il governo se Conte non fa marcia indietro.
«Sì, nel senso che questo non è un problema di poltrone, come mi è stato detto. Non posso accettarlo. Il meccanismo di discussione delle regole istituzionali non può essere compensato con un piccolo accordo. Italia Viva è un piccolo partito, ma noi siamo decisivi per il governo. Se Conte vuole pieni poteri come aveva chiesto Salvini, io dico di no. È un problema di rispetto delle regole. E in quel caso ritireremo il sostegno al governo».

Questa volta una parte del Pd e dell'opposizione sono con lei. Pensa che avrà il loro appoggio?
«Molti tra quelli che in pubblico prendono le distanze da me in privato ammettono che le nostre critiche sono giuste. Quindi spero che Conte si fermi. È lui adesso ad andare contromano. Se riacquista lucidità, ferma questo assurdo provvedimento, siamo pronti a discuterne».

In che senso?
«Abbiamo 200 miliardi di euro, ma non sappiamo chi ha deciso come spenderli. È apparso un solo documento che dice cose come: "Per il turismo, 3.200 milioni di euro". Il turismo è fondamentale per l'Italia. I nostri amici spagnoli saranno felici se investiamo quella cifra. Ma è assurdo che un Paese come il nostro, con il nostro patrimonio culturale e la nostra capacità di attrarre visitatori, investa 1'1,5% dei fondi in questo settore. Ma chi ha deciso questa follia? E questa è solo una parte».

Non c'è stato un dibattito nel Consiglio dei ministri?
«No! E questo dimostra quanta improvvisazione ci sia stata. Non hanno parlato con i sindaci, con i sindacati, con gli imprenditori, con il terzo settore... È come se avessero perso la testa. Un tecnico di Palazzo Chigi ha deciso di notte come spendere 200 miliardi che sono la nostra ultima occasione per pensare al futuro dei nostri figli».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.