territori elezioni 2022

Renzi: "C'è una Sicilia che vuole scommettere sul talento e non sul sussidio"

Intervista di Davide Ferrara, “il Giornale di Sicilia”,  19 settembre 2022.

Piazza presidiata dalle forze dell'ordine per tutto il pomeriggio ma contestazioni non ce ne sono state.E Matteo Renzi di Italia Viva ha tenuto a Palermo il suo intervento davanti ad alcune centinaia di persone. E ribadendo il suo no al Reddito di cittadinanza. Non solo, ma si dice convinto «che il movimento di Conte prenderà la metà dei voti del 2018», infine «non prendiamo lezioni di antimafia da Roberto Scarpinato».

Draghi ha dato il suo secco no ad un ipotetico bis, il terzo polo rimane orfano della sua proposta di governo?
«Quando Draghi fece filtrare la sua disponibilità ad andare al Quirinale, durante una conferenza stampa, fu massacrato. Sul bis Draghi non deve dire sì a un giornalista, ma al Presidente della Repubblica. Anche a gennaio 2021 la maggioranza dei commentatori diceva che non era disponibile: come è andata a finire lo sappiamo».

Quali sono i progetti di alleanza con un eventuale risultato a doppia cifra?
«Noi puntiamo a riportare Draghi alla guida del Paese e a fare un governo di unità nazionale con chi ci sta. Il nostro obiettivo è fare quello che ha fatto Macron in Francia. Chi è scontento della politica di Pd e Forza Italia, chi non sa spiegarsi la loro vicinanza agli ex 5 stelle e all'estrema destra, venga con noi. La crisi quest'autunno morderà forte, crisi energetica e inflazione metteranno a dura prova il tessuto economico e sociale del Paese: all'Italia serve una guida sicura».

Conte ha detto: «Dica (Renzi) che in Italia non serve un sistema di protezione sociale». Dato che voi siete contrari al reddito, come intendete tutelare le fasce deboli, tenendo conto che la Sicilia è una delle regioni che più usufruisce di questa misura?
«Quando sono andato al Governo sulla povertà c'erano 20 milioni di euro. Quando io ho lasciato c'erano 2 miliardi e 700 milioni di euro. Io non prendo lezioni sulla povertà da Letta e Conte. Per uscire dalla povertà non ci vuole il reddito di cittadinanza, ma un lavoro pagato bene. Con sussidi e assistenzialismo la Sicilia non va da nessuna parte. I giovani siciliani non devono essere costretti a scappare al nord per poter lavorare. C'è una Sicilia che vuole scommettere sul talento e non sul sussidio».

Cosa pensa dei toni utilizzati dal leader grillino?
«Un ex premier che dice che devo andare a Palermo senza scorta non ha alcun senso delle istituzioni, sta istigando alla violenza con un linguaggio politico mafioso e non ha alcun rispetto per gli uomini e le donne delle forze dell'ordine che oggi sono qui a presidiare il territorio perché se qualcuno mi avesse messo le mani addosso lo avrebbe fatto perché sobillato da Conte e tutto il mondo parlerebbe di noi. Quella frase dimostra la statura dell'uomo, meschino e mediocre».

La Pubblica amministrazione, in Sicilia, è inefficiente: un serio problema per i fondi del Pnrr. Come fare?
«I politici non dovrebbero essere votati perché simpatici, ma perché competenti. Altrimenti si rischia di mandare in fumo il denaro. Avere Meloni al posto di Draghi a vigilare sui progetti del Pnrr non mi farebbe stare tranquillo».

Ponte sullo stretto e termovalorizzatori: sono davvero un'opportunità?
«Sono da sempre per lo sviluppo, quindi sí al Ponte sullo stretto. Fare le infrastrutture crea posti di lavoro, non i navigator. Sí anche ai termovalorizzatori, anche se non conosco le dinamiche politiche della Sicilia come Davide Faraone. Sono la scelta più sicura ed ecologica, il no al termovalorizzatore è un sì alle discariche. Il procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho disse qualche tempo fa che il termovalorizzatore era l'unico modo per sottrarre la gestione di rifiuti alla criminalità. Pensate che ora è candidato con il M5S che ha fatto cadere Draghi per il termovalorizzatore di Roma. Secondo questa logica il M5S ha fatto un favore alla criminalità».

Le politiche migratorie ed energetiche interessano in particolar modo la Sicilia per l'impatto economico e sociale. Il centrodestra parla di blocco navale, la sinistra di energie rinnovabili. Voi?
«L'immigrazione è un fenomeno che si può e si deve gestire, non si può fermare. Sono orgoglioso di aver fatto recuperare quando ero premier i corpi dei migranti morti in mare per dare loro sepoltura. Ho visto con i miei occhi la solidarietà dei siciliani. Lampedusa non è solo il confine d'Italia ma anche d'Europa. Lí bisogna agire: Giorgia Meloni lo sa bene ma preferisce parlare di un irrealizzabile blocco navale perché il suo alleato Orban si oppone alla redistribuzione delle quote di migranti e alla revisione del Trattato di Dublino. Per quanto riguarda l`energia, dico sí al gas siciliano, alle trivelle nell'Adriatico, al Tap, al rigassificatore di Piombino e al nucleare pulito. È così che si tutela l'ambiente, non con i no a tutto».