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Renzi: “Appello a Pd e Berlusconi: la linea Macron è vincente”

Estratto dell'intervista di Laura Cesaretti, “il Giornale”, 25 aprile 2022.

«Una vittoria schiacciante, una bellissima pagina di speranza per la Francia e l'Europa. Orgogliosi di essere stati con Macron fin dall'inizio». A pochi secondi dal primo exit poll che dà per vincitore il presidente uscente, uno dei primi tweet di giubilo dall'Italia è quello di Matteo Renzi. Che rivendica il ruolo di alleato della prima ora del leader di En Marche, e lancia «un appello» a Enrico Letta e Silvio Berlusconi: «Attenzione al messaggio chiaro che arriva da Parigi: si vince al centro, come Macron. Non alleandosi coi populisti di sinistra come Conte. o con quelli di destra come Meloni e Salvini». La chiave di tutto, su cui in Italia si dovrebbe riflettere, spiega Renzi, «è il ballottaggio».

In che senso, senatore Renzi?
«Il doppio turno consente di votare al primo giro per chi si sente più vicino. Al secondo, però, si è spinti a scegliere il meno lontano, e questo tende ad impedire ai diversi populismi, di destra e di sinistra, di saldarsi come è arrivato. Noi siamo gli unici a chiedere che in Italia si adotti il modello francese, scommettendo sulla ragionevolezza degli elettori che ha portato una fetta consistente di fan di Mélenchon a non votare Le Pen. Il voto di ieri in Francia deve far riflettere urgentemente i leader italiani».

A chi si rivolge?
«Innanzitutto a Enrico Letta e Silvio Berlusconi. Sulla questione ucraina e le elezioni francesi Letta (che pure in un primo momento si era schierato per Anne Hidalgo) ha avuto una linea perfetta che ha consentito di fare un grande passo avanti nei rapporti tra noi e il Pd. E anche le parole di questi giorni di Berlusconi, ma penso anche all'intervista di sua figlia Marina, sono state inappuntabili. Ora però bisogna passare dalle parole ai fatti: se si persegue un'alleanza con un personaggio come Giuseppe Conte, che solo 72 ore fa non sapeva scegliere tra Macron e Le Pen, e si strizza l'occhio al populismo di sinistra di Mélenchon, quella linea viene indebolita e contraddetta. E così per Berlusconi, se continua a puntare su Salvini e Meloni nella speranza di vincere le elezioni. Lancio un appello ad entrambi: siate "macroniani"».

Che cosa vuol dire?
«Vuol dire che la lezione va imparata. Perché quel che è successo ieri in Francia dimostra che si vince solo in una prospettiva europeista, dicendo sì al lavoro e non ai sussidi, al nucleare e all'innovazione tecnologica e energetica, e non inseguendo chi dice no a tutto. Dicendo sì alla Nato e all'atlantismo, ma costruendo una postura europea come ha fatto Macron,, che non ha avuto paura di non appiattirsi sulla linea Usa quando serviva: un europeismo fermamente atlantico, ma non necessariamente succube».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.