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Renzi a Napoli incontra gli Industriali "Il Patto per Napoli va difeso"

La notizia su Il Mattino, 10 settembre 2022.

Matteo Renzi si presenta a Napoli con il «lanciafiamme». Nel suo mirino finiscono il leader del M55 Giuseppe Conte, accusato di «clientelismo rivendicato e ostentato» riferendosi al reddito di cittadinanza, e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che «in questi anni - dice - è stato il simbolo della politica che non condivido».

L'unico al quale riserva una buona parola è il sindaco Gaetano Manfredi: «Siamo dalla parte di Manfredi a cui va la nostra stima». Messaggio rassicurante per il governo della città, dove Italia Viva esprime un assessore di area e due consiglieri comunali. Renzi nel tour elettorale all'ombra del Vesuvio ha avuto modo di incontrare i suoi candidati all'hotel Mediterraneo, affiancato dal fedelissimo Ettore Rosato, prima di un confronto vivace con gli imprenditori napoletani all'Unione industriali.

Renzi, candidato capolista al Senato a Napoli, conosce bene le difficoltà della città e dello spauracchio del default, evitato grazie all'accordo votato in Parlamento alla fine dello scorso anno: «Oggi mettere in discussione il Patto per Napoli sarebbe un gravissimo errore e sarebbe inaccettabile - sottolinea - Metterlo in discussione sarebbe sbagliato da parte del centrodestra. Voglio essere molto sincero - aggiunge l'ex presidente del Consiglio - ritengo che la città sia stata "scassata" dal governo de Magistris. Quando ero premier rifiutava gli incontri, ma prendeva i soldi per la Campania e per Napoli».

Renzi è un fiume in piena e passa all'attacco del leader grillino: «Ho visto le immagini di Conte a Palermo con la persona che mostrava la tessera dei reddito di cittadinanza e lo chiamava "il papà del reddito". Ho un grande ricordo di chi il voto di scambio io faceva con una certa signorilità. Achille Lauro aveva un'eleganza».

Sul decreto Aiuti Renzi rimarca: «Conte deve vergognarsi per quello che il M55 sta facendo in Parlamento e faremo di tutto perché le misure proposte da Draghi vengano sbloccate. Martedì prossimo arriva in aula il decreto Aiuti ma registriamo l'ostruzionismo grillino. Lo dico qui in Campania dove i grillini sono considerati in crescita nei sondaggi: davvero volete votare chi preferisce un punto percentuale in più a un ristoro immediato sulle bollette?».

Poi tra il serio e il faceto arriva l'affondo su De Luca e Di Maio: «Ve li ricordate in questi ultimi anni i dialoghi tra De Luca e Di Maio? Vi ricordate quante se ne dicevano? Bene, oggi chi vota De Luca vota Di Maio e chi vota Di Maio vota De Luca, davvero la strana coppia» e incalza: «Vedere De Luca sostenere Di Maio nel collegio Napoli-Fuorigrotta mi fa ridere e un po' di soddisfazione intellettuale me la dà». 

Per Cesaro invece tiene aperta la porta: «Con Calenda dobbiamo ragionare su che tipo di gambe dare a questo progetto. Bisogna partire dal radicamento sul territorio. Rispetto naturalmente alle scelte che faranno le persone (Cesaro. ndr) dovete chiederlo a loro».

Nel primo di una serie di incontri organizzati dall'Unione industriali con i leader dei maggiori partiti che correranno alle politiche, si sono affrontati diversi temi: dal superbonus, al rilancio delle imprese nel Mezzogiorno. "Il superbonus 110% va sbloccato ma evidentemente è stato scritto male. La misura così come è ha provocato un aumento dell'inflazione perché se si faceva una misura del 60, 70 per cento era un altro film ma facendo li 110 i prezzi sono schizzati. Ora sblocchiamolo ma sbloccarlo non significa bloccare tutto il resto». Sul Sud: «Occorre rilanciare il Mezzogiorno usando leve fiscali, non può costare cosi tanto l'energia".