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Renzi a Livorno: "Il Terzo Polo sarà la forza emergente"

La notizia su "il Tirreno" e "la Nazione", 20 settembre 2022.

Matteo Renzi ieri ha fatto tappa Livorno. Istrione lo è nei modi, da toscano sempre pronto alla battuta, lo è in un'oratoria che di difetti ne ha pochi. Di aspetti in comune con gli altri rappresentanti politici, a detta sua, ne ha pochissimi con tutti. Punzecchia l'amico Nardella «è abbastanza bravo a fare il sindaco, parli di cosa vuole, ma non del Terzo Polo perché esperto non è», lancia più di una frecciatina a Letta e affronta senza mezzi termini Conte.

Sono proprio Pd e 5 Stelle, i principali bersagli delle sue parole. «Il Pd ha perso credibilità, è diventato la brutta copia del M5S. Avete presente quando andate in farmacia e chiedete un farmaco, ma non lo hanno e vi consegnano il generico? Ecco, il Pd è il generico dei 5 Stelle. Stanno dicendo no a tutto, abbracciando la politica grillina, invece di essere a favore dello sviluppo come erano fino a poco fa. Il voto ai 5 Stelle invece non so se sia giusto o sbagliato, di sicuro è dannoso». E giù applausi del centinaio di persone presenti davanti all'Hotel Gran Duca.

Trai protagonisti ci sono proprio loro, i sostenitori. Li abbraccia, prende in prestito il telefono per farsi un selfie collettivo e risponde ironicamente ai complimenti delle signore. Passa dallo scherzo, dalla battuta alla serietà delle questioni politiche come una pallina da tennis che supera la rete e va da una parte all'altra del campo.

«L'aeroporto a Firenze? Chiuderlo, come vorrebbe la sinistra radicale vorrebbe dire perdere anche Pisa e quindi licenziare i lavoratori. Ma parlare di Pisa a Livorno...non vorrei fare una gaffe come ha fatto qualcun altro a parti inverse». Il riferimento a Letta è diretto, così come le risposte sui temi caldi della regione, tra cui la possibile chiusura del termovalorizzatore in città e il rigassificatore a Piombino.

«Il Pd a Roma dice che vuole il termovalorizzatore mentre qui lo vuole chiudere. Già qui è stata chiusa la discarica, chiudere l'inceneritore, senza un'alternativa, vorrebbe dire riempirsi di rifiuti e licenziare gente». Risposta secca anche sul centralissimo tema del rigassificatore. «A Piombino hanno fatto la manifestazione del "no" il sindaco di Fratelli d'Italia e il segretario del Pd, sono buffi. Gli altri cambiano idea dalla mattina alla sera, noi abbiamo proposte semplici e in questo caso diciamo sì. I voti? Non posso credere che i moderati di destra voteranno la Fiamma e credo nei riformisti che portarono il Pd a Livorno al 60%, così come i democristiani. Come Terzo Polo avremo uno spazio enorme in mezzo a destra e sinistra».

Una critica a Conte legata all'alluvione nelle Marche, tema che a Livorno, purtroppo, si conosce bene. «Conte sta facendo un clientelare voto di scambio assurdo al sud con il Reddito di Cittadinanza, se fossi un cittadino che paga le tasse sarei indignato. E lo aspetto in un dibattito per chiedergli perché abbia chiuso l'unità di missione sul dissesto idrogeologico. Quella struttura aveva messo 45 milioni sulle casse di espansione del fiume Misa a Senigallia. La chiusura ha rallentato ulteriormente la burocrazia. Ma a Livorno avete avuto Nogarin e lo sapete: i grillini se li conosci non li voti».

Sul tema delle infrastrutture che circondano Livorno, in particolare quelle legate ai collegamenti, lascia spazio all'amico Alessandro Cosimi. L'ex sindaco di Livorno è il riferimento in città per Renzi che appena sceso dall'auto e attraversato via Cialdini, ha subito stretto la mano di Cosimi: un breve dialogo, un ricordo di Ovosodo insieme a Pietro Fornaciari "Wyoming mi fa morire", e una curiosità su Paolo Virzì per sapere il suo legame con Livorno e poi dritto verso la sua gente.

«Non si può continuare a dire sempre no — spiega l'ex Premier sul tema infrastrutture —, fare un elenco delle opere pubbliche, dire quelle finanziate e quelle no e poi farle partire». A completare la risposta legata al territorio ci pensa l'ex Sindaco. «Negli anni precedenti avevamo fatto anche il progetto del Lotto Zero, poi è stato deciso di andare da Anas, per cambiare idea e non far l'autostrada. Questa è la storia che ora dice che non c'è una pietra in terra e non c'è un progetto, senza dimenticare che il progetto costa 1 miliardo e il finanziamento non c'è. Nei mesi scorsi Teresa Bellanova ha preso un impegno: ha diviso il finanziamento per lo scavalco per andare all'Interporto e favorire il porto di Livorno e, nonostante le proteste, ha portato 304 milioni e il lavoro partirà. Si lavora così, se uno vuole fare una cosa ne deve dichiarare le complessità, ma tutti i giorni deve impegnarsi per quell'obiettivo».

Sul tema pure un appunto della candidata alla Camera di Azione Isabella Martini. «Se non vengono implementate le strutture che collegano la costa all'entroterra rimarremo sempre esclusi come costa e come regione nell'apertura al nord Italia e all'Europa». Pochi minuti prima Renzi l'aveva salutata con una stretta di mano ed un abbraccio e poi una raccomandazione a modo suo: "non prendere più del 96% sennò si esagera".

Infine, Renzi salutata i presenti e riparte alla volta di Prato.