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Renzi: “5Stelle, lite per le poltrone. Nessuna rottura sulle armi"

Estratto dell'intervista di Pietro Piovani, "il Messaggero", 20 giugno 2022.

La frattura nei Cinquestelle, l'ipotetica scissione grillina, l'ancora più ipotetica nascita di un partito di Di Maio disposto ad unirsi alla carovana dei centristi. È lo scenario di cui si parla ormai da giorni, ma a cui Matteo Renzi non sembra credere molto. Perché il conflitto interno al Movimento è più che altro una contesa «per decidere chi farà le liste». E perché è ancora troppo presto per definire i contorni del cosiddetto centro, anche se - prevede il fondatore di Italia Viva - è al centro che si deciderà l'esito delle elezioni nel 2023.

Senatore Renzi, c'è chi, tra gli esponenti del centro, vede in Di Maio un possibile nuovo alleato. E chi invece io considera inaffidabile e lo esclude come interlocutore. Secondo lei?
«Mi sembra che la divisione grillina sia legata solo agli equilibri sulle poltrone. Noi pensiamo all'Ucraina, loro hanno in testa il secondo mandato. Di Maio ha rinnegato tutte le idee che lo hanno portato in parlamento: bene, meglio tardi che mai. Ma questo non significa dargli la leadership dell'area Macron: è pur sempre l'uomo che ha visitato i gilet gialli. Stiamo ancora aspettando che si scusi per le sue parole sulla Boschi dopo l'assoluzione su banca Etruria e contro gli amministratori del Pd su Bibiano»

Si parla molto dell'ipotesi di creare un nuovo soggetto politico di centro, che metta insieme Sala, Brugnaro, Toti, Calenda: le sembra un progetto realizzabile? Italia Viva sarebbe pronta a farne parte?
«Mi sembra prematuro parlarne e soprattutto giocare sui nomi va bene sotto l'ombrellone ma ha la stessa credibilità del calcio mercato. L'area centrale sarà decisiva per decretare il vincitore delle elezioni: è sempre andata così e sempre andrà così. Vedremo se il Pd o la destra sapranno occuparlo o se la lasceranno libera cosi da permettere la creazione di un terzo polo vincente. Faremo questa discussione tra sei mesi, non ora. Ora occupiamoci di cose serie»

Che succederà il 21 giugno? La maggioranza riuscirà a trovare un documento comune da votare?
«Ma sì. I grillini hanno cambiato idea su tutto. Volevano uscire dall'euro, bloccare la Tav, dire no al Tap, mettere in Stato di accusa Mattarella, rispettare i due mandati e non allearsi con nessuno. Come vede hanno cambiato idea su tutto. Capita a chi fa politica solo per difendere lo stipendio e non le proprie idee. Anche adesso finirà con tanto rumore per nulla».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.