Formazione sanità

Regione Veneto, Oss formati da infermieri, Moretto: "Distinguere i percorsi formativi"

La notizia su "La Nuova di Venezia e Mestre", 28 aprile 2021.

Il Governo chiede prudenza al Veneto nella formazione degli "infermierini", gli operatori socio-sanitari per i quali la Regione aveva pensato a un percorso di formazione complementare, con un'estensione delle mansioni tale da avvicinarli agli infermieri. Una soluzione per rispondere alla carenza di queste ultime figure, puntando a formare 510 nuovi professionisti: 90 per provincia, con l'eccezione di Belluno (30).

A queste nuove figure sarebbero affidate «attività assistenziali proprie, da pianificazione individuale definita dai professionisti di riferimento: infermiere o ostetrica». Gli "infermierini" avrebbero dovuto «verificare i risultati delle proprie azioni e riferire gli esiti al professionista di riferimento, adottando comportamenti di sicurezza per sé e per l'assistito e rispondendo per la non corretta esecuzione delle prestazioni affidategli» si legge nella delibera della Regione che istituisce il corso di formazione, ampliando notevolmente le competenze degli Oss.

Ma adesso il Governo chiede di frenare. «Pare che la delibera ampli le competenze ascrivibili all'Oss specializzato oltre i limiti dell'accordo Stato-Regioni del 2003, determinando il rischio di sovrapposizioni con le competenze infermieristiche» ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, rispondendo a un'interpellanza di Italia Viva, avanzata dalla deputata portogruarese Sara Moretto, che chiedeva la sospensione della delibera.

«Per il ruolo prezioso di infermieri e Oss, è necessario distinguere il valore dei percorsi formativi» sostiene Moretto, che conclude: «la situazione emergenziale ha determinato un'accresciuta esigenza di personale nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, ma la Regione non può trovare delle soluzioni-scorciatoia che mettono in discussione le qualifiche degli operatori».